Milan-Venezia: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita di 'San Siro'
Il Milan ha cambiato tantissimo nelle ultime stagioni: lo sottolinea anche il giornalista Ivan Zazzaroni nel suo editoriale per Il Corriere dello Sport.
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Della rosa che ha vinto il diciannovesimo Scudetto della storia rossonera sono rimasti pochi elementi:
"Uscito anche Leão, sopravvivono Maignan, Tomori (fuori dal progetto tecnico, si dice così), Gabbia e Saelemaekers. C’è un prima, un durante e un dopo, anche se il club oscilla continuamente tra una stagione e l’altra seguendo protagonisti e percorsi sempre nuovi e singolari instabilità."
Zazzaroni continua con la sua analisi:
"Quello attuale è il Milan di Cardinale, un punto esclamativo. Da mesi Gerry è molto presente, tratta direttamente acquisti e cessioni e prima di ogni altra cosa la risolve all’americana, secco, spiazzante, un linguaggio insolito: tu sì tu sì tu no tu no."
È vero che Cardinale è totalmente al centro del nuovo progetto Milan: non delega più, è presente a Milanello e tutte le decisioni, anche di mercato, passano da lui. Un cambio sensibile nella strategia dei rossoneri. Se pagherà o meno lo dirà il campo ovviamente.
Il giudizio sul potenziale tecnico del Milan e sulle scelte di Amorim
Zazzaroni prosegue soffermandosi sulle scelte dell'allenatore portoghese per il match di San Siro:
"È evidentemente un Milan non ancora giudicabile perché il Mondiale ha indotto Amorim a rinunciare in parte alla qualità di Rabiot, Pulisic e Saelemaekers: in panchina anche Moreira, la formazione iniziale presentata al Venezia è sembrata più povera di quella dello scorso anno, almeno sul piano del potenziale tecnico e della personalità, non della corsa però. Il campo ha confermato l’impressione, visto che nella prima parte Stroppa ha sofferto solo per un paio di sbandate difensive."
Chiaro che il lavoro di Ruben Amorim dovrà essere ancora molto lungo: non è facile cambiare il piano tattico rispetto a quanto visto la scorsa stagione con Allegri in panchina. Serviranno ancora tante partite per vedere la sua vera impronta.
Sei punti in classifica: Zazzaroni gela i "trombettieri"
L'affondo finale del direttore del quotidiano sportivo è tutto dedicato all'entusiasmo della piazza:
"Ci sono i punti, sei, ed è quel che più conta. Di bel gioco non si può ancora parlare: l’impronta di Amorim è, al momento, materia per i trombettieri in servizio permanente effettivo, gli adoratori del presente fino a che sconfitta non ci separi.">> Home