Il sindaco ha incontrato Landi, presidente di Romagna Acque (che non prevede ulteriori dighe) "Avanti: l’hanno detto anche Cesena, Ravenna e Rimini. La gronda? Insufficiente".

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Il sindaco Gian Luca Zattini ha incontrato il presidente di Romagna Acque Fabrizio Landi durante una visita alla diga di Ridracoli, accompagnato da una delegazione della giunta comunale. Un confronto che si inserisce nel percorso di dialogo già avviato: Zattini, infatti, ha già incontrato più volte Landi per affrontare i temi legati alla gestione della risorsa idrica. E la realizzazione di un nuovo invaso in Romagna torna al centro del dibattito: l’hanno sostenuto alcuni degli amministratori che sono intervenuti in questi giorni sul Carlino (altri invece si sono detti contrari), e lo ribasce anche il sindaco di Forlì.
Landi, con un intervento diffuso mercoledì, ha sostenuto che al momento non sono previste nuove dighe, solo una derivazione dal fiume Rabbi. Zattini ricorda però che l’obiettivo di un ulteriore invaso "è già stato indicato come una delle priorità strategiche all’interno di Romagna Next", il percorso di pianificazione interprovinciale che ha coinvolto i territori di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, insieme ai Comuni del crinale. "Nel documento di lavoro promosso e coordinato insieme ai sindaci di Cesena, Rimini e Ravenna, lo abbiamo messo nero su bianco, proprio perché l’aumento della capacità di stoccaggio della risorsa idrica era ed è una priorità per chi governa i nostri territori", ha ricordato Zattini, intervenendo nel dibattito sul futuro dei fabbisogni idrici della Romagna.
Durante la visita a Ridracoli, il sindaco ha evidenziato il ruolo centrale svolto dall’invaso realizzato sull’Appennino forlivese: "Ridracoli è un capolavoro. Più del 50% del fabbisogno idrico romagnolo viene soddisfatto da questa preziosa infrastruttura. Parliamo di circa 1 milione di persone che durante il periodo estivo, con la forte pressione della riviera, raddoppiano". Zattini ha poi ricordato anche le critiche che accompagnarono la costruzione della diga: "Quando venne costruita, ci fu addirittura chi pronosticò le peggiori catastrofi naturali. Oggi possiamo dire che senza questo invaso e la lungimiranza politica di chi all’epoca lo volle, più della metà della Romagna avrebbe sete".
Guardando agli anni futuri, il sindaco ha quindi ribadito la necessità di programmare nuovi interventi strutturali: "Con questa storia alle spalle, il ragionamento che dobbiamo fare da qui ai prossimi anni è duplice: va benissimo il potenziamento della galleria di gronda con nuovi punti di captazione lungo il fiume Rabbi, ma ci vuole qualcosa di più. Questo genere di intervento non è sufficiente a soddisfare il bisogno idrico di lungo periodo". Zattini sottolinea una necessità: "Bisogna ragionare su qualcosa di più grande, a un nuovo invaso che sia capace tra cinquant’anni di rispondere in maniera concreta al crescente bisogno di acqua di tutta la Romagna. Credo che sia giunto il momento di farlo tutti insieme, mettendo a terra obiettivi chiari e condivisi e con il sostegno imprescindibile di Romagna Acque".
Sofia Nardi
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