JESOLO (VENEZIA) - I primi soccorsi allo yacht di 20 metri in fiamme ieri pomeriggio, 30 agosto, sono arrivati da un padovano che era in gita con la famiglia. A riportare la storia di quanto accaduto è l'ex governatore Luca Zaia sui suoi profili social.
Il racconto
«A bordo dello yacht di circa 20 metri, in fiamme ieri, 30 agosto, al largo di Jesolo, c’erano 10 persone, tra cui un bambino. Una situazione drammatica, con il fuoco che aveva ormai avvolto l’imbarcazione e una colonna di fumo nero visibile anche dalla spiaggia. Walter Bisiol, 44 anni, padovano originario di Musile di Piave, stava rientrando dalla Croazia verso Cavallino insieme alla sua compagna Karin Paoletti, alla figlia Marina di 8 anni, a Davide Bravin, Stefania Cisotto e alla loro piccola Anna di 2 anni. Hanno visto il fumo. Poi hanno visto quelle persone a prua che si sbracciavano e chiedevano aiuto. Walter ha portato la sua imbarcazione il più vicino possibile allo yacht in fiamme. Ha lanciato un estintore, perché quelli a bordo erano già terminati e, insieme al suo equipaggio, ha iniziato a mettere in salvo le persone». Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, in un post sui social.
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«Nel frattempo ha contattato via radio la Capitaneria di Porto, comunicando di aver preso a bordo i naufraghi e seguendo le indicazioni ricevute fino al pontile della Guardia Costiera, vicino al faro di Cavallino. Lo yacht, purtroppo, non è stato salvato. Le fiamme lo hanno completamente avvolto ma le persone a bordo stanno tutte bene. A Walter, a Karin, a Davide, a Stefania e a tutti quelli che erano a bordo va il mio grazie più sincero - aggiunge Zaia - Un gesto concreto che testimonia il cuore grande del Veneto: esserci quando qualcuno ha bisogno, senza esitazioni e senza voltarsi dall’altra parte. Grazie anche a tutti i soccorritori, ai Vigili del Fuoco, alla Capitaneria di Porto e a tutte le persone che, in quei momenti, si sono prodigate per portare a termine le operazioni di soccorso e mettere tutti in sicurezza».
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