Dopo un’odissea burocratica durata oltre due anni, è in dirittura d’arrivo e verrà pubblicato a breve il bando della Regione Puglia da 30 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole danneggiate dalla diffusione della Xylella. I fondi serviranno per la riconversione e il reimpianto di colture resistenti nelle zone colpite dal batterio. Ci sono l’ok del Ministero e di Agea, l’agenzia a cui spetta l’erogazione vera e propria delle risorse.
La Regione Puglia è invece il soggetto responsabile dell’attuazione della misura e nel bando saranno definiti i termini, le modalità e i criteri di selezione per l’assegnazione delle risorse. «La pubblicazione arriverà a giorni. – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli – è un bando che sarà completamente automatico e molto più veloce rispetto ai tempi soliti. Proprio per aiutare le Op e potenziare così il processo di rigenerazione del territorio colpito in questi ultimi anni dalla Xylella».
Un’iniezione di risorse importante per gli agricoltori pugliesi che sono attese da tempo, da quando nel 2024 i fondi sono stati stanziati dal ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, proprio per consentire, come detto, il reimpianto degli uliveti con cultivar resistenti oppure la riconversione degli stessi attraverso altre colture. Nelle ultime settimane la Regione aveva accelerato le interlocuzioni con le associazioni di categoria per limare gli ultimi dettagli del testo (in particolare per trovare un'intesa definitiva su criteri di assegnazione delle risorse e punteggi) e licenziare così il bando nel minor tempo possibile. Il contributo, come stabilito dal ministero dell'Agricoltura coprirà il 100% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 15mila euro per ettaro. Potranno accedere al finanziamento proprietari, detentori o possessori di terreni coltivati a oliveto, sia in forma singola che associata, anche se sarà riconosciuta priorità ai progetti di stampo collettivo. Tra le osservazioni presentate nei mesi scorsi proprio dalle associazioni di categoria vi era la richiesta di chiarire con precisione i beneficiari del contributo specificando la differenza tra la definizione di “agricoltore attivo” e quella di piccole e medie imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli. Oltre alla definizione puntuale di cosa si intenda per “progetto collettivo”, come debba essere disciplinato e come vada concretamente applicata la priorità per le forme associate prevista dal decreto ministeriale, e allo stesso modo chiarito il significato del requisito relativo al danno o alla distruzione del valore economico del patrimonio olivicolo aziendale non inferiore al 30 per cento.
Intanto vanno avanti anche le procedure per rendere operativa la mozione approvata questa estate dal Consiglio regionale pugliese che impegna la Giunta a individuare circa 30 milioni di euro per rottamare le cartelle emesse dal Consorzio di bonifica del Tributo 630 per gli olivicoltori colpiti dalla Xylella fastidiosa. «Noi non abbiamo ancora ricevuto novità, ma so che il ministro Lollobrigida è assolutamente aggiornato sulla situazione - spiega Paolicelli – a breve è prevista la convocazione di una riunione tra i ministeri competenti proprio per dare l’ok a destinare le risorse che avevamo individuato nel piano del 2020 per avviare il procedimento di eliminazione di una parte del tributo 630 per i territori colpiti da Xylella. Mi auguro che a breve possa arrivare questa convocazione, in modo tale da definire i dettagli e dare l’ok allo spostamento delle risorse». La Giunta ha previsto infatti di utilizzare le risorse residue dei 300 milioni stanziati per il Piano straordinario per la rigenerazione olivicola. Un provvedimento una tantum per esentare dal pagamento del tributo gli agricoltori proprietari di terreni ormai improduttivi a causa del batterio. Per le tempistiche, dunque, si attende la pronuncia dei Ministeri.
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