[15] D. Shnaider b. [3] J. Pegula 6-3 6-3
Il Grande Tennis non permea di sé i primi game della sfida: Pegula scaglia mirabilmente il proprio servizio ma sporca lo scambio con alcuni errori, in specie con il rovescio, che commette anche con le game ben in posizione di tiro. Shnaider prende qualche scelta tattica poco assennata, con il servizio balbetta un pochino ma sa farsi rispettare con la battuta di scorta e annulla l’unica palla-break dei primi sette giochi.
Per l’americana è fondamentale la difesa facile dei propri turni di battuta, per spendere il minimo possibile di energie, dal momento che è al termine della sua seconda settimana consecutiva di agonismo, ma sul 3-4 l’efficienza del suo colpo di inizio gioco si appanna e Pegula, che nei primi tre game aveva lasciato soltanto un quindici, nel quarto concede una palla-break, che si risolve in un doppio errore.
Shnaider si trova improvvisamente a servire per il set e raggiunge il 40-15 con un portentoso dritto lungolinea in reazione a un fendente incrociato della numero tre del seeding. Pegula annulla la prima palla-set con una volée di dritto appena toccata, ma sulla seconda non riesce a combinare la risposta giusta e deve arrendersi, pur chiudendo la frazione con il 78% di prime palle in campo e l’86% di punti con la seconda palla.
Cifre solitamente utili per lo meno per l’approdo al tie-break, ma che invece testimoniano un crollo improvviso di rendimento; Pegula mostra comunque di non risentirne nello spirito e si aggiudica il primo game del secondo parziale, lasciando solo un punto all’avversaria impegnata in ribattuta.
Jessica è ammirevole: si porta fino alla palla del 2-0 sostituendo improvvisamente uno smash con una giocata al volo a metà tra la volée e la vibora del padel, ma Shnaider è più coriacea e precisa nel forcing. Il suo feeling con gli ultimi centimetri della porzione di campo difesa dalla newyorchese si fa più intenso e Pegula perde di lucidità quando deve chiudere il palleggio.
Per la tennista russa arriva così il break anche nel secondo perziale, che la sospinge sul 2-1 alla prima pausa lunga. La favorita numero tre versa in evidenti difficoltà e i numeri del servizio, in paurosa regressione, lo testimoniano; Shnaider però nel momento della fuga si produce in alcune scelte dissennate, sparpagliando palle corte che vengono in aiuto della rivale, che opera il contro-break e risale da un insidioso 0-40 per ricucire il punteggio fino al 3-2 in proprio favore.
La stanchezza dell’americana e una condotta più saggia della russa sono invece gli ingredienti dei giochi successivi, che portano Diana a mettersi in tasca il tris che la porta sul 5-3. La robusta regolarità della quindicesima testa di serie fiacca la favorita sulla carta, che scappa dallo scambio a prezzo di soluzioni sovente fuori misura; Jessica si porta sul 40-15 nel nono game ma qui si ferma e subisce l’ultima rimonta della rivale, che si iscrive ai quarti di finale per il match con Iga Swiatek.
[7] I. Swiatek b. [10] M. Kostyuk 3-6 6-1 6-2
La polacca infatti, dopo aver ceduto il primo set a Marta Kostyuk, cambia passo e si impone 3-6 6-1 6-2. L’avvio è caratterizzato da una lunga sequenza di servizi persi: nei primi quattro game nessuna delle due riesce a tenere la battuta e la polacca va avanti due volte di un break, venendo immediatamente raggiunta. Dal 2-2 è però Kostyuk a trovare maggiore continuità: tiene per prima il servizio, strappa nuovamente quello della rivale per il 4-2 e, dopo un altro scambio di break, difende il proprio turno di battuta sul 5-3 per assicurarsi la frazione.
La reazione della numero 7 del seeding è perentoria. Swiatek scappa subito sul 3-0 nel secondo set, concede a Kostyuk soltanto il quarto gioco e piazza un altro break nel sesto, prima di chiudere 6-1 al termine di un combattuto ultimo game. L’inerzia non cambia nel decisivo: break immediato della polacca, nuovo allungo per il 4-1 e vantaggio amministrato fino al 6-2, pur dovendo faticare parecchio nell’ultimo turno di servizio prima di trasformare il match point.
Non è una Swiatek particolarmente scintillante sul piano dei vincenti – appena 10 contro i 22 di Kostyuk – ma è più solida nella gestione complessiva dello scambio e soprattutto sulla seconda di servizio, con il 52% dei punti conquistati contro il 37% dell’ucraina. Alla fine sono 7 i break messi a segno dalla polacca su 15 occasioni, sufficienti per completare la rimonta e guadagnarsi il quarto di finale contro Diana Shnaider.
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