Lo statunitense, protagonista del successo in Supercoppa, in estate era stato ad un passo dal Barcellona

Moses Wright (27 anni) è stato eletto MVP di questa Supercoppa LBA con l’Armani

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Il primo pensiero dopo aver vinto la Supercoppa ed esserne stato nominato MVP è stato molto semplice e totalmente fuori contesto, ma rispecchia la dimensione di un personaggio assolutamente particolare: "Posso avere un gelato? Mi piace la fragola", ha detto nell’intervista subito dopo la fine della gara. Moses Wright ha già fatto capire quanto sia disincantato, anche dopo una prestazione di alto livello che è valsa alla sua Milano il primo trofeo della stagione.
I 23 punti della finale con Venezia, peraltro, fanno il paio con i 20 segnati contro Bologna nella semifinale e fanno subito comprendere l’importanza nello scacchiere di coach Poeta del giocatore che quest’anno vestirà la maglia numero 5 dell’Armani. La competizione si è chiusa con una certezza: Moses Wright è forte. Non che ci fossero grossi dubbi per un giocatore che l’anno passato ha trascinato di forza il “piccolo“ Zalgiris Kaunas ai playoff di Eurolega e che prima ancora aveva giocato per una stagione e mezza con la corazzata Olympiacos Pireo.
La sua è la storia dell’estate del mercato biancorosso, perchè piena di intrecci che lo hanno portato alla fine alla corte dell’Olimpia. Nei mesi finali della passata stagione sembrava già certo il suo passaggio al Barcellona, proprio come quello di Josh Nebo, ossia il pivot che vestiva la maglia Armani l’anno scorso. Una difficile coesistenza nello stesso roster e una serie di rocambolesche vicende di mercato hanno poi portato l’Olimpia ha investire il buyout guadagnato per la cessione di Nebo al Barça proprio su Wright, per liberarlo dal contratto in essere con i blaugrana. Un’occasione di mercato da non perdere per l’Armani che così si è rifatta il look sotto le plance con un elemento di sicuro valore.
"È stata un’estate pazza. Ma adesso sono a Milano e sono contento di essere qui e non pensiamo più al passato". Lo stesso Wright ha parlato anche del confronto proprio con Nebo, ieri sconfitto nella finale di Supercoppa spagnola: "Sono differente rispetto a lui. Lui è un grande giocatore, una presenza importante in mezzo all’area, siamo simili in quello ma io sono diverso in fase offensiva, posso giocare anche per prendermi dei tiri da fuori area". Si è già notato nelle sfide giocate a Tortona, ma lo si dovrà vedere ancora di più nell’Eurolega ormai alle porte: "Ho giocato in una corazzata come l’Olympiacos, ma anche allo Zalgiris con cui abbiamo fatto i playoff pochi mesi fa. Porto l’esperienza di chi sa come arrivare a quei livelli e ci voglio tornare anche quest’anno".
Coach Poeta lo ha indicato come uno dei pivot più forti in Eurolega, sottolineando il piacere di allenarlo: "Io non ho mai fatto ranking - dice lo stesso Wright - però voglio essere uno dei migliori. Se me lo dice il coach, lo prendo come un complimento e proverò ad essere ancora più forte". Intanto lo ha dimostrato, perchè l’impatto sulla Serie A è stato già di livello anche a rimbalzo, dove in due partite ha preso un 7.0 di media. Lo sfizio di giocare in NBA se l’è tolto con 4 match nel 2022 tra Mavericks e Clippers, anche se oltreoceano non ha mai trovato continuità. Così prima ha scelto la Cina, poi è arrivato ad Atene e ora, dopo la parentesi in Lituania, è sbarcato a Milano ed è pronto a dominare le plance della Serie A.
© Riproduzione riservata
Continua a leggere tutte le notizie di sport su
>> Home