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WhatsApp Web si accinge a colmare una delle lacune più evidenti emerse durante l’uso dell’applicazione in versione web: le chiamate vocali e video possono ora partire e arrivare direttamente da una scheda di Chrome, Edge, Safari o Firefox, senza installare il client desktop. Meta ha annunciato la novità il 28 luglio 2026, insieme al trasferimento delle chiamate tra dispositivi, alla sala d’attesa per gli invitati, all’avvio rapido del video HD e a un sistema per attenuare i rumori di fondo.
Le chiamate vocali arrivarono sugli smartphone nel 2015 e WhatsApp attivò la crittografia end-to-end predefinita per messaggi e chiamate nel 2016, abbracciando il protocollo sviluppato da Moxie Marlinspike per Signal. Nel 2023 il client Windows estese le chiamate di gruppo fino a 8 partecipanti in video e 32 in audio. WhatsApp Web, nato nel 2015 come semplice estensione del telefono, era rimasto invece privo di una delle funzioni più utilizzate del servizio.
La versione Web funziona su sistemi nei quali l’utente non può o non vuole installare programmi: computer condivisi, postazioni aziendali amministrate centralmente, Chromebook e distribuzioni Linux, per le quali Meta non offre un’applicazione desktop ufficiale. Basta collegare il browser al proprio account WhatsApp e concedere l’accesso a microfono e videocamera.

Come funzionano le chiamate da WhatsApp Web
Dopo l’attivazione della funzione, all’interno delle conversazioni compaiono i comandi per avviare una chiamata audio o video. Il browser deve ottenere le autorizzazioni per utilizzare microfono, videocamera e, quando necessario, notifiche. Se l’utente ha collegato più periferiche, può selezionare quella corretta dalle impostazioni della chiamata: una possibilità utile sui portatili con webcam integrata, monitor dotati di microfono e cuffie USB utilizzate contemporaneamente.
Meta indica come compatibili i principali browser: alcune versioni meno recenti potrebbero non supportare la funzione; per evitare anomalie conviene quindi aggiornare il browser e controllare che il sistema operativo riconosca correttamente i dispositivi audio e video.
Sui sistemi sprovvisti di videocamera, si può addirittura usare la fotocamera dello smartphone su Windows 11 come dispositivo principale. Anche per le videochiamate WhatsApp.
Le chiamate possono coinvolgere una singola persona oppure un gruppo. L’interfaccia Web include inoltre la condivisione dello schermo, le reazioni e una scheda dedicata alle chiamate, con cronologia e contatti preferiti.
Il trasferimento sposta una chiamata senza interromperla
Un’altra novità relativa a WhatsApp Web riguarda il trasferimento delle chiamate tra smartphone, tablet, browser e applicazione desktop.
L’utente può iniziare una conversazione audio-video dal telefono, per esempio mentre si trova fuori casa, e spostarla successivamente sul computer per utilizzare uno schermo più grande, una webcam migliore o cuffie più adatte.
La funzione evita di chiudere la chiamata, richiamare gli altri partecipanti o chiedere un nuovo collegamento. Dal punto di vista tecnico, il servizio deve autorizzare il nuovo dispositivo, trasferire lo stato della sessione e sostituire i flussi multimediali mantenendo attiva la conferenza. L’operazione interessa soltanto i dispositivi già associati allo stesso account WhatsApp; non equivale quindi a inoltrare la chiamata verso un numero telefonico differente.
La continuità tra dispositivi rappresenta un miglioramento concreto, soprattutto per chi alterna frequentemente telefono e computer. Rimane però da valutare il comportamento nelle reti molto diverse tra loro: il passaggio da una connessione mobile a una rete aziendale filtrata, per esempio, può richiedere una nuova negoziazione del percorso multimediale e provocare qualche secondo di adattamento.
La sala d’attesa rende più controllabili i link alle chiamate
I link di invito alle chiamate WhatsApp acquistano un’opzione denominata Richiedi approvazione per partecipare: quando l’organizzatore la abilita, chi apre il collegamento non entra subito nella conversazione, ma rimane in una sala d’attesa finché l’utente principale non ne approva l’accesso.
Il meccanismo ricorda quello già presente in Microsoft Teams, Zoom e Google Meet: risulta utile quando un collegamento WhatsApp circola al di fuori del gruppo previsto, oppure quando l’organizzatore vuole verificare i partecipanti prima di consentire loro di prendere parte alla conversazione, anche in modalità passiva. Non sostituisce una corretta gestione degli inviti, ma limita il rischio che una persona entri immediatamente dopo aver ricevuto il link da terzi.
QuickHD migliora i primi secondi della videochiamata
Meta introduce anche QuickHD, una funzione progettata per mostrare il video ad alta definizione già nei primi secondi della chiamata.
Normalmente, un sistema di comunicazione in tempo reale parte in modo prudente: stima la banda disponibile, misura l’eventuale perdita di pacchetti e la latenza, poi aumenta gradualmente bitrate e risoluzione. Tale procedura evita di saturare subito una connessione lenta, ma può rendere sfocata l’immagine nella fase iniziale.
QuickHD interviene proprio su tale fase riducendo il tempo necessario per raggiungere una qualità video elevata quando la rete e il dispositivo lo consentono.
Meta non ha specificato risoluzioni, bitrate o codec associati alla funzione; sarebbe quindi scorretto interpretare il nome come garanzia di una precisa modalità 720p o 1080p. La qualità finale continuerà a dipendere dalla videocamera, dalla capacità di elaborazione del computer, dalla banda disponibile e dalle condizioni della rete degli altri partecipanti.
Un vantaggio evidente per Linux e per i computer amministrati
L’arrivo delle chiamate nel browser ha un peso particolare su Linux. Meta non distribuisce un client WhatsApp Desktop ufficiale per le principali distribuzioni, perciò gli utenti hanno finora utilizzato WhatsApp Web, applicazioni non ufficiali che racchiudono il sito in una finestra oppure soluzioni basate su browser. Le chiamate Web eliminano buona parte dello svantaggio funzionale senza richiedere pacchetti di terze parti.
La stessa considerazione vale per scuole e aziende che bloccano l’installazione di software. Il personale IT deve comunque consentire l’accesso a WhatsApp Web, alle periferiche multimediali e al traffico necessario per la comunicazione in tempo reale. Firewall, sistemi di ispezione TLS, proxy e criteri del browser possono impedire o degradare le chiamate anche quando la pagina Web si apre regolarmente.
Meta distribuisce le nuove funzioni in modo graduale. Due utenti con lo stesso browser e la stessa versione di WhatsApp Web potrebbero quindi vedere interfacce differenti per alcuni giorni o settimane.
Se i pulsanti per le chiamate non compaiono, può essere utile ricaricare la pagina, aggiornare il browser, controllare i dispositivi collegati e verificare che eventuali estensioni per il blocco degli script non interferiscano con il sito.
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