Le novità sono state annunciate il 5 agosto 2026 dalla piattaforma di messaggistica di Meta e saranno distribuite poco alla volta. Tradotto: non tutti le vedranno comparire sul telefono nello stesso momento. L’obiettivo è rendere più semplice gestire chat affollate, votazioni e conversazioni parallele. Ma c’è anche un tema destinato a pesare: quello delle notifiche.
La prima novità riguarda i sondaggi su WhatsApp, ormai uno strumento fisso nei gruppi di famiglia, tra genitori, squadre sportive, colleghi e comitive. Finora, quando c’era da scegliere una data, decidere un ristorante o confermare una presenza, bastava poco perché la votazione si trascinasse per giorni. Oppure perché qualcuno cambiasse idea quando la chat era già andata avanti.
Con l’aggiornamento si potrà fissare una scadenza per i sondaggi. La votazione, quindi, si chiuderà da sola dopo un certo periodo. Una funzione utile, per esempio, se entro le 18 bisogna confermare il campo da calcetto o comunicare alla scuola quante famiglie saranno presenti a una riunione. Arriva anche la possibilità di nascondere i nomi dei votanti, così le risposte resteranno anonime dentro il gruppo.
C’è poi una piccola correzione di rotta che molti apprezzeranno: le domande potranno essere modificate entro 15 minuti dalla creazione. Un refuso, un’opzione scritta male, una data invertita. Capita, soprattutto quando si scrive di corsa dal telefono. In quel quarto d’ora, fa sapere la società, si potrà sistemare il testo senza cancellare tutto e ricominciare da capo.
@tutti su WhatsApp, la novità che accende il tema notifiche
La funzione che farà discutere di più è la nuova menzione @tutti. Serve a richiamare, con un solo messaggio, l’attenzione di tutti i membri di un gruppo. Niente più tag uno per uno, niente speranza che un avviso importante non finisca sepolto sotto decine di messaggi: basterà una menzione collettiva.
Gli esempi sono immediati. Un allenamento spostato alle 20.30, un cambio d’aula all’ultimo momento, una quota da pagare, un nuovo punto di ritrovo. In casi così @tutti su WhatsApp può diventare una specie di megafono interno alla chat. Il senso indicato dalla piattaforma è questo: far arrivare le comunicazioni importanti senza che si perdano nel rumore di fondo.
Il problema, però, è proprio il rumore. Nei gruppi numerosi, una funzione del genere può trasformarsi in una nuova fonte di interruzioni, soprattutto se viene usata per messaggi che urgenti non sono. Per questo WhatsApp ha messo un paletto: nelle chat con più di 32 partecipanti, la menzione collettiva potrà essere usata solo dagli amministratori del gruppo. Non è un dettaglio da poco, visto che in molte chat di condominio, scuola o associazioni quella soglia viene superata facilmente.
La menzione @tutti dovrebbe inoltre far arrivare una notifica anche a chi ha silenziato la conversazione, proprio perché il messaggio viene considerato rilevante. Gli utenti, comunque, potranno intervenire dalle impostazioni delle notifiche e disattivare gli avvisi se diventano troppo frequenti. È il punto di equilibrio scelto da WhatsApp: dare più peso ai messaggi importanti, ma lasciare un po’ di controllo a chi li riceve.
Sottogruppi da chat già esistenti: meno passaggi, meno confusione
La terza novità riguarda la creazione di sottogruppi WhatsApp partendo da una chat già aperta. Fino a oggi, per creare un nuovo gruppo con solo alcuni partecipanti, bisognava selezionare di nuovo i contatti uno per uno e ricostruire la conversazione da zero. Nulla di impossibile, certo. Ma scomodo, soprattutto quando i nomi sono tanti o quando foto e descrizioni si somigliano.
Con il nuovo sistema si potrà aprire una nuova chat direttamente dal gruppo principale, scegliendo soltanto le persone interessate. Il caso classico è una festa a sorpresa, un turno di volontari, un progetto di lavoro o un’uscita organizzata da un gruppo più grande. Si parte dalla conversazione già esistente, si selezionano i membri e, in pochi tocchi, nasce il nuovo spazio.
Per WhatsApp è un modo per mettere un po’ d’ordine nella vita dei gruppi, diventati negli anni una sorta di agenda informale per milioni di persone. Famiglie, classi, palestre, uffici, comitive: tante decisioni quotidiane passano ormai da lì, spesso tra messaggi rapidi e difficili da ritrovare. I sottogruppi rapidi servono proprio a tagliare passaggi inutili, doppioni e inviti mandati alle persone sbagliate.
Aggiornamento su Android e iPhone: perché potrebbe non comparire subito
Le nuove funzioni per i gruppi WhatsApp arriveranno sia su Android sia su iPhone, ma la distribuzione sarà graduale. Significa che due utenti con lo stesso modello di telefono potrebbero non ricevere l’aggiornamento nello stesso giorno. È una pratica normale per le app molto diffuse: permette di controllare eventuali problemi e intervenire prima che la novità arrivi a tutti.
Chi non vede ancora i sondaggi avanzati, la menzione @tutti o la creazione rapida dei sottogruppi può fare qualche controllo semplice. Prima cosa: verificare su App Store o Google Play che sia installata l’ultima versione di WhatsApp. Poi si può provare a chiudere e riaprire l’app, oppure a riavviare il telefono. Non sempre basta, però. In molti casi bisogna solo aspettare che l’attivazione arrivi sul proprio account.
L’aggiornamento conferma una direzione ormai evidente: WhatsApp non è più soltanto una chat personale, ma uno strumento usato ogni giorno per organizzarsi. Più funzioni, però, vogliono dire anche più attenzione nell’uso. Se @tutti verrà usato con misura, potrà evitare messaggi persi e comunicazioni ripetute. Se diventerà un richiamo continuo, l’effetto sarà l’opposto: più notifiche, più confusione e utenti pronti a cercare il tasto per silenziare tutto.
>> Home