West Nile, si allarga ancora il contagio. «Quasi 500 i positivi, già 17 le vittime»

2026/08/28

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Il West Nile Virus è ormai endemico in Italia e si diffonde sempre di più, in particolare in Lombardia e in Veneto. E proprio in quest'ultima regione si è registrato un aumento dei contagi del 4 per cento. Sul territorio nazionale si contano due morti al mese. In compenso il virus è meno letale rispetto al 2025. Dall'inizio dell'anno al 26 agosto sono stati segnalati in Italia 432 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell'uomo: 312 nel report precedente. Più della metà dei pazienti, ovvero 223, ha manifestato i sintomi nella forma neuro-invasiva. Il bollettino settimanale della sorveglianza coordinata dall'Istituto superiore di sanità ha anche individuato tre casi importati, rispettivamente da Maldive, Francia e Belgio.

La mappa

Il quadro ha recensito anche 63 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 144 pazienti con febbre, di cui uno arrivato dal Burkina Faso e, ancora, altri due casi con altri sintomi. Il West Nile Virus ha causato in Italia soltanto nell'ultimo anno 17 decessi: solo un paziente arrivava da un altro Paese. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate, è pari al 7,2 per cento (nello stesso periodo del 2025, 13,9 per cento). Lo scorso anno nello stesso periodo erano 430 i casi segnalati con 27 decessi. Salgono a 66 le province con dimostrata circolazione del West Nile Virus appartenenti a 17 Regioni. Spicca la Lombardia, con 114 casi, seguita dal Lazio, 63, e dal Piemonte, 60. Proseguono la classifica l'Emilia-Romagna, 42 pazienti segnalati, e la Sardegna con venti.

Francesco Broccolo, professore di microbiologia clinica dell'Università del Salento, ha commentato la possibile connessione tra l'innalzamento delle temperature e l'aumento dei casi di West Nile. «Il vettore del virus è la zanzara classica, quella comune - ha spiegato - che ci punge dal tramonto fino all'alba. Il virus ormai è endemico e presente in tutte le regioni. Questo virus è arrivato nel 2008 con i flussi migratori degli uccelli dall'Africa e usa come vettore una zanzara che è presente in Italia. Certamente il caldo umido permette alle larve di schiudere e moltiplicarsi, così come il virus. La buona notizia è che l'uomo è un ospite a serbatoio chiuso, non può infettare un altro uomo. Non esiste trasmissione da uomo a uomo se non attraverso le sacche di sangue che, fortunatamente, a livello regionale sono controllate».

La protezione

Il singolo individuo deve proteggersi con repellenti anche naturali, come la citronella, piante odorose o i sistemi spray da utilizzare nelle zone non protette. «L'unica cosa che possiamo fare - conclude - è questa, proteggerci dalle zanzare e attivare sistemi di disinfestazione». Proprio ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il Comune, dopo l'ultimo caso accertato, ha dato il via a un piano straordinario di disinfestazione per contenere il rischio di diffusione dell'infezione veicolata dalle zanzare.

Come ha osservato Francesco Vairo, direttore dell'unità operativa di sorveglianza e contrasto alle malattie infettive dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, «il virus è passato da una presenza storicamente concentrata soprattutto in alcune aree del Nord a una circolazione ormai molto più ampia, che comprende anche Sardegna e Sicilia». La maggior parte delle infezioni da West Nile resta asintomatica o provoca una forma febbrile. «Le manifestazioni neuro-invasive - ha aggiunto - sono invece una complicanza rara, che interessa circa l'1 per cento degli infetti e colpisce soprattutto persone anziane o immunocompromesse». Al momento non però sono disponibili terapie antivirali specifiche. Non è un caso che il virus si diffonda in Italia: la nostra pianura è ricca di zone umide, ma le condizioni di siccità prolungata concentrano le poche riserve d'acqua disponibili, che diventano punti di aggregazione fra uccelli selvatici e zanzare (simpatria), con conseguente amplificazione del virus fra serbatoio animale e vettore. La fase di massima circolazione è attesa, come ogni anno, fino ai primi di settembre, con un andamento che dipenderà in larga misura dalle temperature.

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