Nel Circuito delle Americhe, sede della Lone Star Le Mans, Ferrari torna alla vittoria nel Wec e lo fa con Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, autori di una gara perfetta. La 499P #50 ha preso la testa a soli 11 minuti dalla fine, quando la Toyota #7 si è dovuta ritirare per problemi idraulici. Italia che vince anche in LMGT3 con uno stoico Mattia Drudi, affiancato da Zach Robichon e Ian James sull’Aston Martin Thor
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Sembrava ormai fatta per Toyota ad Austin, teatro della Lone Star Le Mans, quinto round del Wec. Poi, a undici minuti dalla bandiera a scacchi, tutto è cambiato con la Ferrari 499P #50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina che ha conquistato la vittoria dopo il clamoroso ritiro della Toyota #7, fino a quel momento saldamente al comando. Per Ferrari è arrivato così il primo successo della stagione 2026, una vera e propria rivincita per un equipaggio che non vinceva dalla 1812 km del Qatar corsa nel marzo 2025.
Il dramma sportivo Toyota nell'ultimo quarto d’ora
La Toyota #7 di Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway aveva costruito una gara quasi perfetta. Partita dalla nona posizione, la vettura giapponese era riuscita a risalire progressivamente il gruppo, fino a conquistare la leadership nella parte conclusiva della corsa. De Vries, alla guida per più di tre ore, sembrava avere ormai la situazione sotto controllo, ma a poco più di dieci minuti dalla fine è arrivato il problema che ha cambiato la storia della gara. De Vries è stato costretto a rallentare per un problema alla pressione idraulica, perdendo il servosterzo e dovendo rientrare ai box quando aveva circa sei secondi di vantaggio sulla Ferrari. La #7 è stata così costretta ad un doloroso ritiro, chiudendo una gara che sembrava destinata a regalare a Toyota la prima vittoria della propria storia ad Austin. La Ferrari #50 si è ritrovata improvvisamente al comando e Nicklas Nielsen ha dovuto soltanto portare la 499P fino alla bandiera a scacchi. Dopo 167 giri, la 499P ha tagliato il traguardo davanti alla Cadillac #38 di Earl Bamber, Sebastien Bourdais e Jack Aitken, con l'Alpine #35 di Antonio Felix da Costa, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi seconda sul traguardo ma penalizzata di cinque secondi per un unsafe release e, per questo, superata dalla Cadillac una volta finita la gara.
Ferrari, una vittoria arrivata nel momento decisivo
Il successo di Austin assume un peso particolare per Ferrari. La Casa di Maranello arrivava in Texas ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale e aveva iniziato il weekend nel migliore dei modi, con la pole position della #51 di Antonio Giovinazzi dopo lo storico pareggio in Hyperpole con Jack Aitken. Proprio la #51, però, è stata colpita da svariati problemi. Un pit stop lento ha fatto precipitare la vettura nelle retrovie all'inizio della terza ora, proprio mentre Giovinazzi stava lasciando spazio a Calado. Dopodiché, la Virtual Safety Car chiamata nell’ultima ora per lo stop della Lexus Akkodis Asp #78 ha giocato un brutto scherzo a Pier Guidi, appena fermatosi ai box. In salita anche la corsa della Af Corse #83, mai della partita e solo 14^ al traguardo.
Aston Martin vicina al podio, niente punti per la Bmw #20 leader del mondiale
Quarto posto per la Aston Martin #007, davanti alla seconda Alpine #36 e alla Toyota #8, penalizzata con un drive-through per aver violato il limite di velocità ai box (errore del limitatore), ma risalita grazie ad una bellissima sequenza di sorpassi di Buemi. Settima la Genesis #17, a punti per la seconda volta dopo Spa, seguita dalla Bmw #15. Quanto alla Bmw #20, arrivata ad Austin da leader a pari merito con la Toyota #7 (entrambe a 75 punti), gara totalmente sulla difensiva, con Rast, Frijns e van der Linde solo 12^.
Le classifiche dei mondiali piloti e costruttori
Chiuso il quinto round, Bmw #20 e Toyota #7 restano davanti nel Mondiale Piloti, sebbene bloccate a 75 punti. La Toyota #8 ha ottenuto 8 punti ed ora è a 11 lunghezze di ritardo, mentre la Ferrari #51 è a –17 (un punto bonus per la Pole di Austin). Poi la Bmw #15 con 21 punti di svantaggio, gli stessi di Fuoco, Molina e Nielsen, il cui successo permette di tornare in corsa per il Mondiale. Nel Costruttori, Toyota a 140, Bmw a 131 e Ferrari a 114, attardata di 36 punti.
Aston Martin e The Heart of Racing fanno man bassa in LMGT3: Mattia Drudi vince ancora
La festa Ferrari in Hypercar è stata accompagnata dal successo Aston Martin in LMGT3. La #27 Heart of Racing di Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi ha conquistato la vittoria davanti alla Porsche #91 Manthey e alla gemella Aston Martin #23. Giornate da sogno specialmente per Drudi, capace di vincere nell'arco di sette giorni la 3 Ore del Nurburgring del GT World Challenge Europe e la 6 Ore di Austin. Per di più, il sanmarinese ha corso senza aria condizionata nelle ultime fasi di gara in una Austin caldissima. Quarta la Ferrari #21 Vista Af Corse, mentre la Corvette #33, leader della classifica LMGT3, ha chiuso soltanto 12^. Ancora più indietro sia la Corvette Tf Sport #34, 14^, sia la Porsche Manthey #92, 15^ e bloccata da un problema alo sterzo. Al Fuji si arriverà con la Corvette #33 di Jonny Edgar, unico ad aver corso tutte le gare, ancora davanti con 76 punti, inseguito dai piloti della Af Corse #21, staccati di 26 lunghezze. A –27 la Porsche #92 e l'Aston Martin #23, seguite a ruota dalla Porsche #91 (-28) e dall'Aston Martin #27, che con la vittoria accorcia a –32. Prossimo appuntamento del Wec su Sky Sport domenica 27 settembre alle ore 04:00 per la 6 Ore del Fuji.
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