Vuole accompagnare la zia a una visita, le coordinatrici della Rsa la fermano: infermiera le aggredisce, a processo

2026/09/03

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NOVENTA PADOVANA - Non voleva rinunciare alla visita cardiologica prenotata per l'anziana zia in ospedale. Ma non è riuscita a varcare, assieme alla parente, l'uscio della casa di riposo. Sulla sua strada ha trovato le due coordinatrici sanitarie dell'istituto che le hanno impedito di salire sul taxi. Ne è nato un parapiglia tra spintoni, strattoni e graffi. Per quell'episodio, risalente all'11 settembre dell'anno passato, una sessantenne infermiera, residente in città, in forza all'unità di terapia intensiva del Centro Gallucci, dovrà ora affrontare un processo. É stata rinviata a giudizio con l'accusa di percosse aggravate dall'aver agito in danno di persone esercenti le professioni socio-sanitarie. L'infermiera, assistita dall'avvocato Paola Porzio, dovrà comparire davanti al giudice di pace il prossimo 25 novembre. Contro di lei si costituiranno con tutta probabilità parte civile le due coordinatrici sanitarie della Rsa di Noventa che nell'immediatezza del fatto avevano sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione.

La cura della zia malata

L'infermiera ha da sempre improntato la propria esistenza alla cura della settantanovenne zia materna, affetta da sordomutismo congenito e demenza senile, attraverso una dedizione premurosa e instancabile che va ben oltre i normali doveri di parentela. Proprio a causa del sordomutismo e della malattia, la sessantenne si è sempre presa la briga di interpretare i bisogni della zia e intervenire di conseguenza. Ma non senza difficoltà, in quanto la tutela dell'anziana è affidata dal lontano 1996 alla sorella dell'infermiera. Sul finire dell'estate 2025 la professionista in forza al Gallucci si era resa conto che la zia presentava una marcata dispnea e aveva assoluto bisogno di una visita cardiologica. Si era rivolta alla sorella per ottenere l'autorizzazione e aveva proceduto a fissare l'appuntamento con un cardiologo in Azienda ospedaliera, in regime privato e a proprie spese. La tutrice dava il via libera all'appuntamento che veniva fissato per l'11 settembre. La sera precedente la visita, la sorella dell'infermiera revocava a sorpresa il permesso senza fornire ulteriori spiegazioni. La sessantenne si rifiutava però di fare marcia indietro e di disdire l'appuntamento. A suo dire le condizioni di salute dell'anziana non potevano tollerare ulteriori rinvii. Si è regolarmente recata in casa di riposo, richiedendo alla struttura copia della documentazione sanitaria necessaria per la visita.

Il litigio

Mentre si dirigeva verso l'uscita della casa di riposo, in attesa del taxi che avrebbe dovuto condurle all'ospedale, la donna veniva fisicamente bloccata dal personale della Rsa, ed in particolare dalle due coordinatrici. Ne nasceva una discussione molto accesa. L'infermiera ribadiva di voler accompagnare l'anziana zia alla visita cardiologica ma non riusciva ad allontanarsi. Una delle due coordinatrici sarebbe arrivata a trattenerla per i polsi. E nel tentativo di divincolarsi dalla presa sarebbero partiti alcuni spintoni. A quel punto l'infermiera ha preferito contattare il 112. Sul posto è sopraggiunta una pattuglia dei carabinieri di Noventa. Pur comprendendo le ragioni della donna, i militari le hanno ricordato che avrebbe dovuto attenersi alle decisioni assunte dalla tutrice dell'anziana. E quindi avrebbe dovuto rinunciare all'accertamento sanitario. L'infermiera ha dovuto arrendersi pagando comunque la visita di tasca propria. Ed ora la aspetta anche un processo. 

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