Un'Europa «indipendente» e «capace di agire» unita contro le forze estremiste che la vogliono frammentata. Ma anche aperta a nuovi legami politici e commerciali, in un mondo diviso tra Donald Trump e Xi Jinping. È questa l'Unione europea disegnata da Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato di fronte l'Aula di Strasburgo a cui si appella per «lottare insieme per la nostra idea di Europa». Che si tratti di forze «ultranazionaliste» o di «antieuropeisti», di «interferenze russe o di disinformazione», la presidente della Commissione Ue si scaglia contro chi disprezza i valori europei e vuole frantumare la nostra unità. Con uno sguardo al passato e un nuovo slancio per il futuro, l'ormai tradizionale "State of the Union" è l'occasione per annunciare di voler «aprire le porte» al Canada come primo membro associato all'Unione europea. «Condividiamo un oceano, un insieme di valori, una visione del mondo e ora costruiremo anche un futuro condiviso», ha scandito la leader tedesca prima di accogliere il premier canadese, accompagnato da un trasversale applauso dell'Aula. «Non si tratta di creare un partenariato contro altri», si è affrettata a precisare, nel timore che possa leggersi come un avvertimento o un attacco all'isolazionismo di Donald Trump, da cui sia Bruxelles che Ottawa cercano una via di fuga.
L'agenda
La scelta di campo è però netta: il futuro partenariato è «una risposta a un sistema internazionale basato su regole» ormai in frantumi. Lo status di membro associato promesso al Canada ad oggi non esiste. Bruxelles ne sta delineando i contorni, mentre oggi Mark Carney traccerà di fronte all'Eurocamera le sue idee per questa nuova alleanza per il futuro. Un'idea audace, su cui però restano le incognite di un terreno inesplorato di cui manca un appiglio giuridico nei trattati Ue. Meno di un'adesione vera e propria ma più di una semplice alleanza o partnership commerciale: il dialogo con Ottawa si sta muovendo sul filo di un'alleanza tecnologica, sull'integrazione delle basi industriali della difesa e sulla collaborazione sul fronte dell'energia, dei minerali critici, sull'intelligenza artificiale e sull'Artico, per sfilarlo dalle mire di Trump. Un'agenda ambiziosa che inizierà ad essere messa nero su bianco al prossimo vertice Ue-Canada del 29 e 30 ottobre. Arrivata quasi al giro di boa della sua seconda legislatura, per von der Leyen non è più tempo di grandi annunci e iniziative. Lo stato dell'Unione è però l'occasione per anticipare, tra gli applausi dell'Aula, i dettagli della stretta sui social per i minori che arriverà oggi con l'adozione dell'atteso "Kids Act": nessun account personale per i minori di 15 anni e nessun accesso ai social per gli under 13 anni. Tra i 13 e i 15 anni saranno concessi solo "mini" account, con il consenso e il controllo dei genitori, funzioni limitate e restrizioni sul tempo di utilizzo. «Siamo noi a decidere le nostre regole, non le Big Tech», ha scandito, tra gli applausi dell'Aula. In oltre due ore di confronto con gli eurodeputati, non è mancato poi il fermo sostegno alla resistenza dell'Ucraina e la promessa di inasprire le pressioni sul Cremlino.
L'articolo 4
Proprio la guerra di Mosca e le minacce ibride sempre più pressanti anche sul nostro territorio, hanno spinto von der Leyen a promettere una nuova strategia europea per la sicurezza e la proposta di «un articolo 4 europeo» sul modello Nato, per coordinare una risposta alle minacce una volta attivato da uno Stato membro. Le sfide di cui parla von der Leyen sono anche quelle «accumulate» alle frontiere esterne con la crisi migratoria di Ceuta. «Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa. E l'Europa sarà al vostro fianco», ha detto rivolta a Madrid, promettendo un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze, per «proteggere le frontiere in ogni momento», soprattutto di fronte a «strumentalizzazioni di movimenti di massa». A fronte di un deficit commerciale di un miliardo di euro al giorno, lo sguardo della leader tedesca si rivolge anche alla Cina, anche se con toni meno duri di quanto ci si aspettasse. Bruxelles porta avanti il dialogo con Pechino per «riequilibrare i nostri scambi commerciali ma minaccia di «utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione» per raggiungere dei risultati entro ottobre. Sulla scia di quello americano, il discorso sullo stato dell'Unione è dal 2010 il tradizionale appuntamento nella politica comunitaria per fare un punto sui dodici mesi appena trascorsi e delineare le iniziative faro per il prossimo anno. E, come da tradizione, von der Leyen ha scelto di raccontare le priorità della sua Europa portando in Aula esempi concreti: dall'innovazione, con i fondatori di una start-up attiva nel settore dei satelliti, alla lotta al cambiamento climatico, con l'omaggio a un pilota danese morto mentre domava gli incendi boschivi, fino al sostegno a Kiev, con una giovane ginnasta ucraina che, dopo aver perso una gamba a causa di un missile russo, ha ricominciato a praticare. E da prima donna alla guida della Commissione europea, per von der Leyen è prioritario lasciare il messaggio chiaro che le donne sono qui per restare. E l'Ue continuerà a difendere i loro diritti ogni singolo giorno.
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