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Il colosso tedesco punta a migliorare qualità e redditività dei propri veicoli riducendo drasticamente gamma e complessità
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Pubblicato il 24 Luglio 2026 ore 14:08
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Il Gruppo Volkswagen punta ad un cambio di passo nella strategia industriale con l’obiettivo di migliorare qualità e redditività dei propri veicoli riducendo drasticamente gamma e complessità. La direzione del colosso tedesco attribuisce un forte segnale di allarme al calo significativo degli utili nel primo semestre del 2026, con un margine appena al 3,8%, ritenuto indicatore dell’urgenza di una ristrutturazione profonda. In questo contesto, la riduzione dei modelli venduti fino alla metà diventa lo strumento principale per alleggerire costi, sovrapposizioni e dispersione di risorse su troppe varianti.
Volkswagen dimezzerà il numero di modelli
Il piano annunciato prevede tagli importanti anche sul fronte dei costi generali, con l’intenzione di eliminare fino a 100.000 posti di lavoro a livello globale. Parallelamente, per aumentare i margini, l’azienda intende ridurre l’eccesso di complessità della propria offerta: meno linee, meno configurazioni, e soprattutto meno duplicazioni tra marchi “fratelli” del gruppo – Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e Cupra – che in alcuni segmenti competono tra loro con prodotti tecnicamente molto simili. Il ragionamento è quello di concentrare budget e competenze su poche proposte ben identificate, migliorando innovazione, tecnologie, attrezzature e qualità dei singoli modelli, così da raggiungere volumi più alti con un portafoglio più mirato.
Focus su efficienza e redditività
Per concretizzare la semplificazione, Oliver Blume ha indicato che la prima fase riguarderà il taglio del gran numero di varianti legate ad allestimenti e pacchetti di equipaggiamento, responsabili della maggior parte delle perdite di efficienza, con la promessa che la scelta del cliente resterà significativa. L’azienda dichiara di voler ridurre fino al 75% delle opzioni senza intaccare la “sostanza” del prodotto, e di aumentare la condivisione di componenti (come sedili e parabrezza) per abbassare drasticamente la complessità della filiera, fino al 90%. Sul ritiro di intere linee modello, invece, il percorso viene descritto come graduale: eliminare velocemente un prodotto dal mercato prima della fine del ciclo produttivo sarebbe costoso e bloccherebbe le linee, quindi la razionalizzazione dovrebbe avvenire passo dopo passo, anche se restano voci non commentate su possibili modelli coinvolti.
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