Volano petrolio e gas dopo lo stop all’oleodotto saudita. Il Brent supera quota 108 dollari

2026/09/14

Categories: world-news

Petrolio e gas iniziano la settimana ancora in forte rialzo, mentre i mercati energetici continuano a fare i conti con l'escalation delle tensioni in Medio Oriente. A spingere le quotazioni non è soltanto il rischio di una nuova interruzione delle forniture, ma anche la crescente difficoltà nel trasporto di greggio e gas attraverso alcune delle principali arterie commerciali della regione.

La giornata

Il Wti con consegna a ottobre passa di mano a 102,73 dollari al barile con un avanzamento del 2,68% mentre il Brent con consegna a novembre è scambiato a 107,32 dollari al barile con una crescista del 2,59%. Se si esclude il picco del 10 settembre a 107,66 dollari al barile, il Brent resta sui massimi da maggio scorso: il contratto per novembre viaggia in rialzo del 2,25% sopra quota 107 dollari; +2,33% anche per il Wti in scadenza a ottobre a 102,83 dollari. I prezzi del greggio Brent dovrebbero «rimanere elevati nel quarto trimestre, sostenuti dalle persistenti interruzioni nello Stretto di Hormuz, dai crescenti rischi a Bab el-Mandeb e dalle limitate esportazioni dal Medio Oriente» secondo Thye May Ting, analista di Hong Leong IB, che prevede che il Brent si attesterà tra i 95 e i 100 dollari al barile verso la fine del 2026, rivedendo al rialzo la sua ipotesi sul prezzo medio per il 2026 da 80 a 90 dollari al barile. Intanto, balza anche il gas naturale scambiato ad Amsterdam, che mette a segno un rialzo del 4,35% a 82,9 euro al megawattora.

Borse, l'Europa parte contrastata

Partenza all’insegna della debolezza per le Borse europee nella prima seduta di una settimana che vedrà esprimersi sul costo del denaro le principali banche centrali, a partire dalla Fed mercoledì. Gli investitori restano infatti alla finestra, stretti tra numerose pressioni su più fronti: da un lato, le tensioni in Medio Oriente che non accennano a raffreddarsi, con l’avanzata dei ribelli Houthi lungo le coste dello Yemen e l’arenarsi di un possibile incontro in Oman tra l’Iran e gli Stati del Golfo su una rotta marittima temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz; dall’altro, pesano i nuovi timori relativi all’intelligenza artificiale dopo l’allarme lanciato nel weekend da parte di OpenAI e Anthropic, le società americane che gestiscono ChatGPT e Claude, che annunciano uno stop sullo sviluppo futuro. Segno meno quindi per il Ftse Mib di Milano (-0,3%), il Cac di Parigi (-0,30%), il Dax di Francoforte (-0,22%), l’Ibex di Madrid (-0,29%). Resistono l’Aex di Amsterdam (invariato) e, in controtendenza, il Ftse 100 di Londra (+0,3%).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home