Intervistato dal portale Mozzart Sport, il nuovo attaccante del Besiktas è tornato sull'addio ai bianconeri: "Sono grato al club ed è stato un onore indossare quella maglia. Non ho mai posto condizioni per il rinnovo e ho iniziato l'ultima stagione dalla panchina perché ero in scadenza di contratto. Avevo addosso molta pressione, ma so la verità e cosa è successo". E su Spalletti: "Lo ringrazio per il sostegno e per la voglia di farmi restare alla Juve"
GLI EX SERIE A IN TURCHIA - SVINCOLATI - PARAMETRI ZERO 2027
Oltre quattro anni alla Juventus prima dell'addio in estate. Chi ha da poco lasciato Torino a parametro zero è stato Dusan Vlahovic, 26enne attaccante serbo, che ha chiuso la sua avventura con 68 gol in 168 partite e una Coppa Italia in bacheca. Un addio che ha fatto discutere prima di raggiungere la Turchia: destinazione Besiktas per lui, club allenato da Vincenzo Italiano. E proprio a partire dal trasferimento nella Super Lig, Vlahovic ha parlato al portale serbo Mozzart Sport: "Avevo parlato con molti club, essendo svincolato era normale. Ho riflettuto a lungo, sono stato paziente e alla fine credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera. Il tempo dirà se sarà così, ma io ne sono convinto. Il Besiktas? Hanno fatto di tutto per acquistarmi e questo mi ha fatto molto piacere. Credo che nella vita sia importante andare dove ti desiderano di più. La loro ambizione, il progetto e soprattutto l’allenatore hanno avuto un ruolo fondamentale. Lo conosco molto bene dai tempi della Fiorentina".
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"Alla Juve 4 anni e mezzo fantastici"
Inevitabilmente l'intervista si è soffermata sulla Juventus, passato in bianconero che Vlahovic ha raccontato così: "Alla Juve ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici sia per quanto riguarda i rapporti interpersonali sia per le dimensioni della società, ma anche i tifosi e tutto ciò che caratterizza uno dei club più grandi al mondo. È stato un grande onore e un immenso piacere avere l’opportunità di farne parte, di indossarne la maglia, rappresentare il club e segnare gol. Ancora una volta, vorrei ringraziare tutti all’interno del club. Tutti i tifosi, tutti i miei compagni di squadra. Per me è stata un’esperienza davvero fenomenale. Ovviamente è stato un enorme rammarico non aver avuto l’opportunità di lottare per ottenere di più, ma sono sicuro che un club come la Juventus tornerà su quella strada il prima possibile perché è nel Dna del club". E sulla questione contrattuale: "È stato scritto che stavo ponendo diverse condizioni per un nuovo contratto con la Juventus, ma gran parte di ciò non era vero. L'ultimo anno è stato difficile. Ho iniziato dalla panchina per un motivo ben noto: stavo entrando nell'ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l'unico motivo per cui ho iniziato la stagione dalla panchina. Certo, sono arrivati anche due nuovi attaccanti, ma ho accettato quel ruolo perché ho deciso di andare in quella direzione".
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"Ringrazierò sempre Spalletti"
Vlahovic ha aggiunto: "C'era pressione da parte del pubblico, dei media e dei tifosi. In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione. L'ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c'era molta pressione su di me che mi disturbava perché so qual è la verità e so cosa è successo". A proposito dei tifosi, l'ex bianconero è tornato sui fischi ricevuti all'inizio della scorsa stagione: "Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un'amichevole contro la squadra Under 23. L'infortunio che ho subìto è arrivato proprio quando non ci voleva. Ho iniziato a giocare, in quel momento è arrivato Spalletti che ringrazio per tutto quello che ha fatto per me l'anno scorso: sia quando ero infortunato che quando sono tornato, ma anche per la sua voglia di farmi restare alla Juventus". E infine su un possibile ritorno in futuro a Torino: "Nel calcio non si sa mai cosa può succedere, anch'io ho commesso degli errori dicendo certe cose. Quindi, mai dire mai. Quel club mi ha dato tanto e ho cercato di ripagarlo nel miglior modo possibile in ogni momento. Non starei bene con me stesso e non riuscirei a guardarmi allo specchio sapendo di aver mollato o di non aver fatto quello che mi era stato chiesto. Sono molto grato alla Juventus, perché è un club enorme, uno dei più grandi al mondo, il più grande in Italia e per me è importantissimo. È un onore aver avuto l'opportunità di farne parte".
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