Vittorio Sgarbi ricoverato: è grave. L’ultima apparizione in pubblico dieci giorni fa. La malattia e la battaglia giudiziaria con la figlia Evelina

2026/10/01

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L'ultima volta che era apparso in pubblico era il 19 settembre. Vittorio Sgarbi  era tornato in pubblico a Ferrara, dove era stato accolto da un lungo applauso durante l’inaugurazione della nuova mostra a Palazzo dei Diamanti. Voce fievole, viso segnato. Il critico d'arte, che negli ulitmi anni ha lottao con diversi problemi di salute, è ricoverato da ieri al policlinico Gemelli di Roma e sarebbe in gravi condizioni in terapia intensiva.

Il ritorno in pubblico

Dopo il lungo periodo segnato dalla depressione e dal ricovero nella primavera del 2025, Sgarbi aveva gradualmente ripreso le apparizioni pubbliche. A maggio era salito sul palco della Festa del Corriere a Ferrara, mentre tra giugno e luglio ha partecipato ad alcuni appuntamenti della Milanesiana, tra Bergamo e Ascoli Piceno, dialogando anche con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti.

Presenze centellinate, molto diverse dalle continue apparizioni televisive e pubbliche che avevano caratterizzato gran parte della sua carriera.

Come sta

Lo stesso Sgarbi aveva raccontato a luglio aveva confessato al Quotidiano Nazionale: «Sono dispettoso. Una volta me ne compiacevo mentre oggi lo sono involontariamente. Mi impunto senza ragione, credo che sia per via della stanchezza. Prima avevo la forza di smuovere le montagne, oggi mi accontento di ammirarle». Con una metafora aveva descritto anche il cambiamento avvenuto dentro di lui: «Forse Dio c’è sempre stato ma lo tenevo per me. Come certe parti segrete che cercavo di soffocare e adesso sono dolorosamente venute a galla. Oggi alle chiese e ai musei preferisco gli orizzonti e la giostra delle stagioni. Ma chi mi conosce bene, e anche allora sapeva vedere oltre il personaggio, sa che è sempre stato così». E ancora: «Io continuo a raccontare l’arte ma oggi è diverso. Passo le giornate senza frenesia, senza paura del ritmo lento. Ho attraversato una lunghissima notte, ne sto uscendo».

La malattia

Il periodo più difficile era diventato pubblico nel marzo del 2025, quando Vittorio Sgarbi era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una sindrome depressiva. Da allora ha affrontato un lungo percorso di cure e ha progressivamente ridotto gli impegni pubblici. Accanto a lui è rimasta la compagna Sabrina Colle, che ha definito «la mia stella polare». Al Quotidiano Nazionale, parlando dei suoi desideri per il futuro, aveva risposto con due parole: «Passeggiare tranquillo». Sgarbi ha inoltre ripreso l’attività da sindaco di Arpino, incarico che aveva suscitato discussioni proprio in relazione alle sue condizioni e alla lunga assenza dalla vita pubblica.

La battaglia legale con la figlia Evelina

Parallelamente alla malattia si è aperta una difficile vicenda familiare e giudiziaria. La figlia Evelina Sgarbi ha chiesto al Tribunale di Roma la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo che non fosse più nelle condizioni di occuparsi autonomamente di alcune decisioni e manifestando pubblicamente forti preoccupazioni per le persone che gli stanno accanto. La vicenda è approdata anche in televisione, dove Evelina ha più volte raccontato la propria versione dei fatti, denunciando quello che considera un progressivo isolamento del padre e puntando il dito contro alcune persone del suo entourage. La figlia ha inoltre dichiarato di avere presentato un esposto contro Sabrina Colle e altre persone vicine a Sgarbi ipotizzando, tra gli altri reati, la circonvenzione di incapace e i maltrattamenti. «Non immaginavo che potesse arrivare a non utilizzare più nemmeno il cellulare», aveva raccontato Evelina, sostenendo di avere incontrato difficoltà nel mantenere i rapporti con il padre. Sabrina Colle e l’entourage di Sgarbi hanno contestato la ricostruzione della figlia. Ad Andora, però, lontano dalle polemiche familiari e dalle aule di tribunale, Sgarbi è tornato sul terreno che più gli appartiene: l’arte. Con una voce diversa, un ritmo diverso e un’immagine inevitabilmente diversa da quella che il pubblico ha conosciuto per decenni.

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