Vittorio Feltri: «Mia moglie morì poche ore dopo il parto, rimasi solo e con due gemelle. Montanelli? Lo sostituii senza farlo rimpiangere»

2026/09/25

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Una tragedia familiare arrivata insieme alla nascita delle sue due figlie, la scelta di affidarle temporaneamente a un istituto e poi l'incontro con la donna che sarebbe diventata sua moglie. Vittorio Feltri ripercorre alcuni dei passaggi più dolorosi e meno conosciuti della sua vita, ma anche i retroscena di una carriera che lo ha portato ai vertici del giornalismo italiano.

Ospite di Luca Casadei a One More Time (OnePodcast), il giornalista torna alla morte della prima moglie, avvenuta poche ore dopo la nascita delle loro gemelle. «È stato un parto eclamptico», racconta Feltri, ricordando il momento in cui un'operatrice arrivò con due neonate: «Ho chiesto quale fosse il mio fagottino e lei mi rispose: “Tutte e due”». La gioia durò però pochissimo. «Dopo poche ore ho appreso che era morta mia moglie», racconta. A quel punto Feltri si trovò davanti a una domanda drammatica: «Adesso come faccio?».

Le gemelle in brefotrofio e l'incontro con Enoe

La soluzione arrivò attraverso il luogo in cui lo stesso Feltri lavorava. Il giornalista racconta: «le ho appoggiate in un brefotrofio nel quale io lavoravo, avendo vinto un concorso, dove le hanno tenute benissimo per quasi un anno». Proprio in quell'istituto avvenne un incontro destinato a cambiare nuovamente la sua vita. Feltri conobbe Enoe, una giovane maestra che sarebbe poi diventata sua moglie (Enoe Bonfanti è morta a luglio 2026 all'età di 88 ann ndr.). A lei, nell'intervista, dedica parole di profonda riconoscenza: «Mi ha tolto dal dramma quando rimasi con due figli senza moglie». E aggiunge una frase che sintetizza il loro rapporto: «La gratitudine è affine all'amore».

Dalla loro unione sono nati altri due figli. Feltri racconta inoltre di averne adottato un altro, rimasto senza entrambi i genitori e destinato altrimenti a vivere in un orfanotrofio. Parlando del proprio modo di essere padre, ammette invece di non essere mai stato incline alle dichiarazioni: «Non ho mai detto ai miei figli che li amo». Un sentimento che, spiega, preferiva dimostrare attraverso i comportamenti. «Non ho mai dato uno schiaffo a un mio figlio».

Montanelli e la direzione de Il Giornale

Dalla vita privata l'intervista passa alla carriera.

Tra i giornalisti che hanno segnato il suo percorso Feltri cita Nino Nutrizio, direttore de La Notte che gli diede la prima opportunità, e soprattutto Indro Montanelli. Sul rapporto con Montanelli, Feltri rivendica il risultato ottenuto quando ne prese il posto alla guida de Il Giornale: «L'ho sostituito alla direzione quando se n'è andato, senza farlo rimpiangere, ma aumentando le copie». Tra i due, racconta, c'era comunque un rapporto di amicizia e stima. Di Montanelli ricorda soprattutto la capacità di comprendere immediatamente «la sostanza dei fatti», una qualità che Feltri dice di avergli sempre invidiato.

L'incontro con Angelo Rizzoli

C'è poi un altro episodio che Feltri considera decisivo per la propria carriera. Aveva circa 25 o 26 anni quando incontrò casualmente sulle scale Angelo Rizzoli, allora proprietario del Corriere della Sera. Rizzoli lo fermò e gli propose di entrare al Corriere. Feltri accettò senza dire inizialmente nulla a nessuno e ricorda persino di non aver avuto il coraggio di guardare subito il contratto ricevuto. I primi due anni li trascorse al Corriere d'Informazione, l'edizione pomeridiana, prima di passare al Corriere della Sera. È lì, racconta a One More Time, che arrivò la vera svolta professionale: gli furono affidati importanti incarichi da inviato speciale, che lo portarono a viaggiare in tutto il mondo.


Ultimo aggiornamento: venerdì 25 settembre 2026, 13:55

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