Violenze e torture nel carcere minorile di Roma, sospesi gli agenti - Notizie - Ansa.it

2026/08/31

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Interdetti dal servizio per un anno: scattano i primi provvedimenti nei confronti di tre dei dieci agenti della polizia penitenziaria coinvolti in vicende di violenze e torture nei confronti di dodici detenuti minorenni nell'istituto penale capitolino di Casal del Marmo. Ad emettere il provvedimento, a seguito delle testimonianze delle vittime, è stato il gip di Roma dopo le dichiarazioni fatte dai ragazzi durante l'incidente probatorio. L'inchiesta della Procura era nata lo scorso anno dopo una serie di esposti, tra cui quello dell'associazione Antigone e dello stesso Dipartimento per la giustizia minorile del ministero.

Lo scorso aprile le vittime, tutti stranieri tra i 15 e i 19 anni, in prevalenza di nazionalità egiziana, hanno raccontato ai magistrati di pestaggi, torture e minacce verificatisi nel 2025. Due agenti sono indagati per tortura, altri cinque per lesioni e infine tre per falso. "Già nel luglio dello scorso anno, grazie a quanto ci avevano riferito alcuni operatori, avevamo presentato un esposto", spiega Antigone preannunciando la propria intenzione di costituirsi come parte civile. La stessa associazione aveva segnalato gli episodi anche al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, il quale a sua volta aveva presentato due denunce per far luce sulla vicenda. La vicenda di Casal del Marmo, che segue quella relativa all'Ipm Beccaria di Milano, dove pure negli anni precedenti furono denunciati maltrattamenti, secondo Antigone "non può però essere affrontata soltanto come una vicenda giudiziaria.

L'ordinanza del gip richiama infatti una situazione di profondo degrado dell'istituto e sottolinea come le condotte contestate non possano essere giustificate dalle condizioni in cui versava il carcere minorile". Per il presidente dell'associazione, Patrizio Gonnella, "se un giudice arriva a scrivere che dei ragazzi minorenni sono stati torturati, la risposta non può essere limitata alla sospensione di alcuni agenti e all'attesa del processo. C'è una responsabilità politica e istituzionale che deve essere affrontata. Bisogna intervenire immediatamente sugli istituti penali per minorenni, sulle condizioni di lavoro degli operatori, sulla formazione, sui meccanismi di controllo e soprattutto sulla cultura della pena che, a partire dalle riforme introdotte dal governo Meloni, sta progressivamente trasformando la giustizia minorile in un sistema sempre più carcerocentrico e repressivo". Sul fronte giudiziario i nuovi sviluppi sono attesi nei prossimi mesi, per una vicenda che potrebbe portare alla sbarra gli agenti della penitenziaria coinvolti nel caso.

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