Violenza su 13enne a Torino, perché l’uomo non è in carcere? Il Gip: «Ha difficoltà a contenere gli impulsi, ma l’obbligo di firma basta»

2026/09/02

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È stato scarcerato l'uomo accusato di aver molestato sessualmente una ragazzina di 13 anni all'interno di un minimarket di Torino. Una decisione che ha suscitato numerose polemiche e sulla quale il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto un'ispezione al Tribunale di Torino.

Il provvedimento del GIP, tuttavia, non rappresenta un'assoluzione perchè il giudice ha infatti ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'indagato, ma ha stabilito che non ci fossero, allo stato, le condizioni per mantenerlo in carcere, disponendo nei suoi confronti una misura meno afflittiva: l'obbligo di firma. Quali sono state le motivazioni alla base? 

Le dichiarazioni del GIP

Secondo il PM l’indagato ha agito «nella piena consapevolezza del fatto che la persona offesa aveva tredici anni» e che in precedenza ha compiuto analoga violenza sessuale nei confronti di un’altra donna.

«E’ chiaro che egli, se libero, compierebbe altre condotte di reato analoghe a quella descritta in imputazione» - affermato inoltre - sottolineando anche il pericolo di fuga dell’indagato, trattandosi di “cittadino extracomunitario senza fissa dimora e stabile attività lavorativa in Italia”.

La gip Mascolo, però, pur ritenendo sussistenti i «gravi indizi di colpevolezza» a carico dell’indagato, così come «le esigenze cautelari», dal momento che la doppia violenza sessuale «evidenzia la difficoltà dell’indagato a contenere i suoi impulsi», ha deciso di respingere la richiesta del pm e di rimettere in libertà l’uomo, imponendogli soltanto l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia.

Ciò in ragione della sua incensuratezza, del suo «comportamento collaborativo», della «resipiscenza dimostrata nel corso dell’interrogatorio» e «dell’effetto deterrente cagionato dal trauma dell’arresto e dalla prima esperienza detentiva». 

Perché il GIP lo ha scarcerato

La decisione del giudice si basa sulla valutazione delle esigenze cautelari, pur riconoscendo la gravità degli indizi, il GIP ha ritenuto che il carcere non fosse necessario. Tra gli elementi presi in considerazione ci sarebbero innanzitutto l'assenza di precedenti penali e quindi il fatto che l'uomo fosse incensurato.

Il giudice avrebbe inoltre valutato positivamente il comportamento tenuto dall'indagato dopo i fatti: l'uomo avrebbe infatti collaborato con gli investigatori, mettendo a disposizione anche le registrazioni delle telecamere del minimarket.

Durante l'udienza avrebbe poi manifestato pentimento e consapevolezza per quanto accaduto, dichiarando: «Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati, è la prima volta che succede e sono molto dispiaciuto».

Nell'ordinanza viene inoltre considerata la cosiddetta resipiscenza, cioè il ravvedimento dell'indagato rispetto alla condotta contestata.

Secondo il giudice, anche l'esperienza dell'arresto e della detenzione già subita avrebbe potuto avere un effetto deterrente sufficiente a ridurre il rischio di una nuova condotta illecita.

Per queste ragioni, il GIP ha ritenuto adeguata una misura meno restrittiva rispetto al carcere: l'uomo dovrà presentarsi periodicamente davanti all'autorità giudiziaria per l'obbligo di firma.

La Procura aveva chiesto il carcere

La decisione non ha accolto la richiesta della Procura, che aveva invece sollecitato la custodia cautelare in carcere. Per i magistrati, infatti, la presenza di due episodi avvenuti a breve distanza l'uno dall'altro rappresentava un elemento particolarmente rilevante nella valutazione del rischio di reiterazione. Il fatto che il secondo episodio sarebbe avvenuto appena una quarantina di minuti prima di quello ai danni della 13enne avrebbe quindi rafforzato, secondo l'accusa, la necessità di una misura cautelare più severa.

Nordio manda gli ispettori

La scarcerazione ha provocato un forte dibattito politico e istituzionale, e il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto un'ispezione presso il Tribunale di Torino. L'obiettivo degli ispettori sarà verificare la correttezza della procedura e, in particolare, la motivazione alla base della decisione del GIP.

Attenzione: l'ispezione non significa però che il ministro possa intervenire direttamente sulla decisione del giudice, in quanto la magistratura è autonoma e indipendente e la valutazione sulla misura cautelare spetta all'autorità giudiziaria.

Le dichiarazioni di Nordio

«La decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire. Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione utile» - è quanto dichiara il ministro Nordio, in merito alla vicenda dell’uomo scarcerato a Torino.

L’uomo così è libero, anche di tornare a lavorare, avendo imposto il giudice per le indagini preliminari, all’atto della scarcerazione, solo la misura cautelare dell’obbligo di firma.

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