Violenta una ragazzina di 13 anni, si scusa e viene scarcerato dal giudice dopo 48 ore: “Pentito e collaborativo”. Meloni sbotta: “Così è troppo”

2026/09/01

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Violenta una ragazzina di 13 anni, si scusa e viene scarcerato dal giudice dopo 48 ore: “Pentito e collaborativo”. Meloni sbotta: “Così è troppo”

Torino, le molestie nel minimarket a una ragazzina che comprava succhi di frutta per i fratellini. Il commesso bengalese 42enne: “Un fidanzato ce l’hai?”. Poi gli abusi. Il gip: “Pentito e collaborativo”. Nordio invia gli ispettori. Salvini invoca la castrazione chimica. Proteste anche a sinistra

Giorgia Meloni

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Torino – Ha violentato nel suo negozio una ragazzina di 13 anni. Però si è pentito. Le telecamere lo hanno inchiodato due volte, rilanciando: meno di un’ora prima aveva fatto la stessa cosa con una donna matura. Però ha mostrato “resipiscenza”. E poi è incensurato. Così dopo 48 ore di fermo è stato mandato a casa con l’obbligo di firma. Perché “è parso collaborativo”. Ha addirittura consegnato tutti i filmati agli agenti confermando che il trauma delle manette basterebbe come deterrente.

La politica sobbalza, a cominciare dalla premier Giorgia Meloni: ““Giustamente – è l’intervento della presidente del consiglio sui social – parliamo molto di sicurezza. Si chiede conto al Governo, giustamente, di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte e sono più severe che mai. Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza. Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile”.

L’attacco alla toga viene sferrato da tutti gli schieramenti, al punto che le laceranti divisioni dell’epoca del referendum diventano un ricordo lontano. Il ministro della giustizia Carlo Nordio invia a Torino i suoi ispettori “per acquisire ogni valutazione utile” sul caso del bengalese 42enne che ha abusato sessualmente di una bambina dentro il minimarket di Madonna di Campagna, zona Nord della città, dove lavora come commesso. Anche se chiarisce: “Rilevo che la decisione del giudice rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire”.

Il post di Futuro Nazionale

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Matteo Salvini, su X, è meno diplomatico e si butta sulla vicenda alla sua maniera: “Che schifo! Roba da matti. Sto lavorando da stamattina per il piano casa e sul contributo ai genitori separati per poter pagare l’affitto dopo il divorzio. E poi leggo le schifezze di questo maiale, con tutto il rispetto per i maiali. È stato ripreso dalle telecamere e si è fatto in galera ben due notti. Perché poi il giudice per le indagini preliminari - mi piacerebbe conoscerlo e stringergli la mano - ha deciso di scarcerarlo in attesa del processo. Si è pentito, poverino, il maiale che 40 minuti prima aveva palpeggiato sempre nello stesso negozio un’altra donna“. Di lì a sollecitare la castrazione chimica è un attimo: “La proposta della Lega non può più aspettare. Perché la politica dice di no?”.

Il post di Matteo Salvini

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Ma anche dal centrosinistra non si risparmiano. Prendono posizione Raffaella Paita (Iv), Fiorella Zabatta (Avs) e tutti i parlamentari Pd della commissione femminicidi: “La violenza sessuale su una minore è grave, preoccupante, e ancora una volta temiamo ci sia stata una sottovalutazione del rischio che le donne corrono”.

Raffaella Paita, 51 anni, senatrice e coordinatrice di Italia Viva

Raffaella Paita, 51 anni, senatrice e coordinatrice di Italia Viva

Erano le 13 del 28 agosto e la ragazzina era andata al minimarket a comprare succhi di frutta per i fratellini. Il commesso le ha regalato una bibita. “Sei molto giovane – le ha detto – un fidanzato ce l’hai?”. E poi le molestie, le mani addosso senza consenso, il disgusto. Lei è scappata, ha raccontato tutto alla mamma e nel giro di poche ore il bengalese è stato arrestato e rinchiuso nel carcere Lorusso e Cotugno.

Il 31 agosto è stato scarcerato, malgrado la richiesta di custodia cautelare avanzata dal sostituto procuratore Paolo Cappelli. “Ho sbagliato – ha detto l’uomo – Non ho mai commesso reati. È la prima volta che mi succede, sono dispiaciuto e non succederà mai più niente del genere”. In attesa della conclusione delle indagini dovrà presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria, all’ora che vorrà. Secondo il giudice questa misura cautelare è sufficiente “a fronte dell’incensuratezza dell’indagato e del suo comportamento collaborativo”.

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