Villa Borghese come Central Park: tra le contestazioni si fa largo l’ipotesi di affidarla a una fondazione

2026/08/26

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Troppi eventi limitano la fruizione di Villa Borghese? Il tema non è nuovo. Da anni si dibatte sulla questione che, puntualmente, torna d’attualità. Quest’anno sono stati gli Amici di Villa Borghese a chiedere all’amministrazione di fare un passo indietro. E non soltanto loro.

Troppi eventi anche per la sinistra

Nel campo del centrosinistra, alcuni consiglieri di Avs dei municipi I e II non si sono nascosti: “Villa Borghese non è uno spazio neutro da riempire con eventi, ma il più importante giardino storico pubblico della città, concepito e acquisito dal Comune con una specifica destinazione: essere un luogo di accesso libero, di passeggio, di incontro con la natura e con il patrimonio storico e artistico”, hanno commentato Barbara Auleta e Federico Auer, capigruppo di Alleanza Verdi e Sinistra del II e I Municipio. Significa escludere la possibilità di organizzare attività nella storica villa? No.

“Alcuni eventi, di alto livello qualitativo, possono trovare spazio al suo interno” hanno riconosciuto i consiglieri, ma devono essere limitati e garantire robuste entrate all’amministrazione. “Una città moderna e sostenibile valorizza il proprio patrimonio senza depauperarlo, mette al centro l'interesse collettivo e considera i parchi storici non come spazi da riempire, ma come luoghi da custodire e preservare nel tempo” hanno osservato Auer e Auleta.

La contestazione dei cittadini

La programmazione contestata invece dagli Amici di Villa Borghese prevede un ruolino di marcia incalzante: 5 mesi di eventi, a partire da agosto, con relative limitazioni alla fruizione del polmone verde. Troppo. Quelle chiusure sono considerate “contra legem” da quei cittadini che hanno già fatto sapere al Comune che, o provvede alla “revoca in autotutela”, oppure dovrà mettere in conto la possibilità di un contenzioso legale.

Tra le proteste dei cittadini e di una parte della stessa maggioranza, sta prendendo quota una vecchia proposta. Dal Campidoglio fanno sapere che si sta lavorando a una fondazione che, nel valorizzare il parco, possa gestire meglio e con più risorse una villa la cui gestione è frammentata tra vari enti. È quello che, già nel 2023, aveva suggerito il ministro Abodi: una Villa Borghese come Central Park.

Nel polmone verde della “Grande Mela”, dal 1998 c’è una realtà, la Central Park Conservancy, che in collaborazione con un architetto paesaggista gestisce eventi e attività del parco, mantenendo fede all’impegno di riqualificazione che una superficie così vasta e preziosa comporta. Il Campidoglio, quindi, ci sta riflettendo. Nell’immediato però restano i tanti appuntamenti che, fino al prossimo autunno inoltrato, sono già messi in calendario.

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