VIDEO | Migranti, Saving Humans a fianco di Sea Watch: “Preoccupati per leggi ad navem e ‘singolari’ accuse del governo”

2026/08/26

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NAPOLI – “Come facciamo noi a coordinarci durante un soccorso con chi sappiamo che per certo opererà una cattura, un respingimento e in molti casi anche un affondamento delle imbarcazioni in difficoltà? Questa richiesta è impossibile proprio nell’applicazione del diritto internazionale che per noi non vale fino a un certo punto, ma che è la stella polare a tutela dei diritti umani”. Lo ha detto Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, in occasione del presidio che si è tenuto questo pomeriggio davanti al palazzo dell’Autorità portuale al Varco Pisacane del Porto di Napoli dove la Sea Watch 5 è in fermo amministrativo.

Sea Watch 5, la solidarietà di Mediterranea Saving Humans

Al presidio ha partecipato anche l’equipaggio dell’imbarcazione. “Siamo qui – ha spiegato – per portare solidarietà all’equipaggio della Sea Watch 5 e al comandante, alla nave, a tutta l’organizzazione che è stata colpita da un fermo amministrativo di 45 giorni e da una sanzione amministrativa di 7.500 euro comminata dal ministero dell’Interno. La colpa principale di questa organizzazione è quella di aver soccorso sei persone nel Mediterraneo centrale da annegamento certo. Quello che le viene imputato in maniera più grave, secondo il governo italiano, è di non essersi coordinati con la cosiddetta guardia costiera libica. Ci sembra ormai veramente singolare che il governo italiano continui a perpetrare questa sollecitazione e questo comando alle organizzazioni della flotta civile. Le prove che inchiodano i comportamenti delle milizie libiche che costituiscono la cosiddetta guardia costiera e che gestiscono i centri di detenzione, finanziati anche dalla Comunità europea e dal governo italiano, sono tantissime. La Corte Penale Internazionale le ha acquisite e ci sta lavorando. Il caso Almasri – ha concluso Marmorale – lo ha dimostrato in tutta la sua brutale chiarezza”.

“Noi siamo decisamente preoccupati anche dalle minacce, dallo studio che il governo italiano sta facendo rispetto alle ipotesi di blocco navale, delle leggi ‘ad navem’, che però riguardano unicamente le navi del soccorso civile e non tutte le imbarcazioni che operano un soccorso. Mi piace sempre ricordare che ogni imbarcazione è obbligata a operare un soccorso davanti a una situazione di difficoltà”. Lo ha detto Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, in occasione del presidio che si è tenuto questo pomeriggio davanti al palazzo dell’Autorità portuale al Varco Pisacane del Porto di Napoli dove la Sea Watch 5 è in fermo amministrativo.
“Siamo ancora più preoccupati – ha aggiunto – perché questa opera di propaganda che ha individuato le persone in movimento come i nemici pubblici numero uno in questo momento per la sicurezza del Paese sta deviando completamente l’attenzione dal disastro in cui questo Paese sta piombando. Se la popolazione italiana in questo momento fa decisamente fatica ad arrivare a fine mese e a fare il pieno di carburanti alla macchina, non credo che la responsabilità sia da attribuire – ha concluso – alle persone che scappano da condizioni di vita allucinanti”.

Mediterranea Saving Humans contro le leggi 'ad navem'
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