(di Angelo Cerulo)
Puntare sul vino per parlare di
territorio, tentando di valorizzare le peculiarità del Sannio e
coinvolgendo i produttori in una 'visione condivisa' che esalti
un'area dalle caratteristiche uniche: è questo il progetto
presentato a Napoli in un incontro nel quale, è stato
sottolineato, il vino viene interpretato come "linguaggio
antropologico capace di tradurre in esperienza sensoriale la
complessità della storia sannita". Un'azione che si inserisce in
un contesto imprenditoriale che punta sul vino anche come
risultato di un progetto che crea valore lungo l'intera filiera,
recuperando pure un'antica pratica del territorio come quella
dell'offerta di assistenza, servizi e prodotti in cambio di una
parte del raccolto destinato alla produzione e reinterpretandola
in chiave moderna. La proposta è degli imprenditori della
famiglia Esposito - Carmine, Anna e Raffaele con il padre Luigi
- che hanno dato vita ad 'Agri Solaris', azienda che ha rilevato
da tempo le attività dell'ex Consorzio Agrario Provinciale di
Benevento.
L'incontro a Napoli è stato promosso - in una 'alleanza' con
'Casa Infante' che, a sua volta, ha offerto nella propria sede
agli operatori i taralli della tradizione napoletana, classici e
rivisitati - per presentare il progetto globale aziendale ma, in
particolare, per mettere in vetrina e far degustare i prodotti
della linea "Sei Anime" che si ispira ad un viaggio
nell'"archeologia sensoriale": Nerathis (Greco DOC), Maethra
(Fiano DOC), Madrezefira (Falanghina DOC), Calidara (Coda di
Volpe DOC), Sannar (Aglianico DOC) e Nectar (Spumante Falanghina
Extra Brut). Un viaggio che va dall'epoca pre-romana a quella
dell'Impero Romano, dal mito di Iside alle Janare e ai
Longobardi passando per le diverse fasi che hanno caratterizzato
il Sannio. Dice Raffaele Esposito, cofondatore dell'azienda:
"Con Agri Solaris abbiamo trasformato la visione imprenditoriale
della mia famiglia in un progetto concreto, nato dalla volontà
di valorizzare il territorio e le sue eccellenze. Con 'Le Sei
Anime', la nostra prima linea DOC, abbiamo dato forma a questa
visione, unendo tradizione, qualità e spirito imprenditoriale".
E la famiglia Infante (Patrizio, insieme con i figli Marco e
Fabio) commenta: "È bello ritrovarsi con la famiglia Esposito,
alla quale siamo legati da un'amicizia di lungo corso, proprio
nella nostra sede di via Caracciolo, per noi questa zona è un
luogo di memoria".
L'incontro, quindi, al quale ha partecipato anche l'enologo
sannita Pippo Colandrea, ha unito la matrice storica del Sannio
con quella napoletana. Un viaggio tra i vini di Agri Solaris e i
taralli di Casa Infante (in vetrina alcune versioni
contemporanee del tarallo napoletano: peperoni, friarielli,
pomodoro, olive e capperi, oltre alle varianti genovese e
classica 'nzogna e pepe) dove storia, famiglia e territorio si
sono legati in un'unica narrazione.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home