L’uso della bicicletta è in continua crescita: che si tratti di pendolarismo urbano per tornare dal lavoro, di una pedalata serale estiva per sfuggire al caldo o di un’uscita di allenamento, viaggiare su due ruote al calare del sole è un’abitudine diffusa.
Tuttavia, quando la luce naturale svanisce, i ciclisti diventano tra gli utenti più vulnerabili della strada. La scarsa visibilità è la causa principale degli incidenti serali che coinvolgono le biciclette.
Per questo motivo, il Codice della Strada italiano stabilisce obblighi trasparenti e sanzioni severe per chi circola di notte o in condizioni di scarsa illuminazione. Vediamo nel dettaglio cosa serve per essere perfettamente in regola e viaggiare in totale sicurezza.
Quando scatta l’obbligo delle dotazioni serali?
La legge non individua un orario fisso, ma definisce condizioni temporali e ambientali precise. L’obbligo di accensione delle luci e di indossare i dispositivi rifrangenti scatta:
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Da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima del sorgere del sole.
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Di giorno, ma in tutte le situazioni di scarsa visibilità (nebbia, forte pioggia, foschia o all’interno delle gallerie).
1. Dispositivi di illuminazione ed equipaggiamento della bici (Art. 68 CdS)
Per poter circolare dopo il tramonto, la bicicletta (sia tradizionale che a pedalata assistita/e-bike) deve essere obbligatoriamente dotata di un sistema di illuminazione funzionante.
Luci anteriori e posteriori
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Luce Anteriore: Deve essere di colore bianco o giallo. Serve a illuminare la strada e a farsi scorgere dai veicoli che sopraggiungono di fronte.
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Luce Posteriore: Deve essere di colore rosso ed essere ben visibile da chi segue la bicicletta.
Catadiottri (I catarifrangenti obbligatori)
Oltre alle luci elettriche (a batteria, dynamos o ricaricabili USB), il velocipede deve possedere specifici elementi riflettenti passeggeri:
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Catadiottro posteriore: Di colore rosso, posizionato di norma sotto la luce o sul parafango.
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Catadiottri sui pedali: Di colore giallo o arancione, posizionati sulle facce anteriore e posteriore di ciascun pedale.
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Catadiottri sulle ruote: Di colore giallo o arancione inseriti tra i raggi dei ruotini oppure rappresentati da una banda rifrangente circolare lungo il fianco dello pneumatico.
2. Il Gilet Rifrangente per il ciclista (Art. 182 CdS)
L’Articolo 182, comma 9-bis del Codice della Strada definisce un obbligo fondamentale per chi guida il mezzo:
⚠️ L’obbligo della veste ad alta visibilità: Il conducente di un velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima del sorgere del sole, nonché in galleria, ha l’obbligo di indossare il gilet o le bretelle rifrangenti ad alta visibilità (conformi ai requisiti di omologazione con marcatura CE).
Nei centri abitati è obbligatorio?
All’interno del perimetro urbano (città e paesi) l’uso del gilet catarifrangente non è tecnicamente obbligatorio per la legge, ma rimane fortemente raccomandato, specialmente lungo le strade poco illuminate o nelle periferie.
3. Il Campanello: un dettaglio spesso dimenticato
Sebbene si parli di illuminazione, va ricordato che l’Articolo 68 stabilisce che ogni bicicletta deve essere munita di un campanello acustico il cui suono sia udibile ad almeno 30 metri di distanza. La sera, quando l’attenzione degli automobilisti può calare, un segnale acustico pronto all’uso è fondamentale nelle situazioni di emergenza.
Le Sanzioni: cosa si rischia in caso di violazione?
Chi circola di sera con una bicicletta sprovvista di luci, catadiottri o senza gilet rifrangente (fuori città) va incontro a sanzioni amministrative immediate:
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Mancanza di luci, catadiottri o campanello (Art. 68): Multa che va da 26 a 102 euro.
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Mancato uso del gilet/bretelle rifrangenti fuori città (Art. 182): Multa che va da 26 a 102 euro.
Le sanzioni si applicano al conducente del mezzo e non comportano decurtazione di punti dalla patente (anche se si possiede una patente di guida per autoveicoli).
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