Venezia, 6 settembre 2026 – L'appuntamento è in tarda mattinata all'ultimo piano di un albergo che affaccia sul campanile di piazza san Marco di una Venezia in fibrillazione per l'annuale regata. Completo grigio, t-shirt e camicia verde, Robert Pattinson entra nella sala allestita per l'incontro con un ristretto numero di giornalisti con il sorriso di chi nasconde sempre un velo di timidezza, tirando indietro i capelli con la mano in un gesto che è diventato caratteristico dell'attore. L'occasione è per parlare di 'Primetime', il film basato su una storia vera diretto da Lance Oppenheim in concorso per il Leone d'Oro a Venezia 83 in cui interpreta Chris Hansen.
Il giornalista di 'To Catch a Predator', controverso format del 2004 che, attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste, smascherava in diretta tv predatori sessuali colti sul fatto. Nelle nostre sale il 15 ottobre con I Wonder Pictures, la pellicola mette in scena come - mentre il programma diventa un fenomeno nazionale e il suo conduttore un’icona del pubblico - il confine tra informazione, giustizia e spettacolo si faccia sempre più ambiguo e il cortocircuito fra cronaca, intrattenimento e voyeurismo televisivo sempre più insostenibile. ''La cosa interessante dello show è che affronta due aspetti: da un lato tocca una delle paure più profonde dell'essere umano - l'idea di un predatore insidioso e invisibile da cui non hai modo di difenderti che può entrare in casa tua e fare del male ai bambini – dall'altra il non sapere come gestirla'', riflette l'attore. ''All'epoca si trattava di una tecnologia nuova. Le persone non capivano bene cosa fossero Internet o le chat. Ci si chiedeva solo cosa stesse succedendo. Il suo enorme successo è diventato improvvisamente soggetto alle stesse leggi dell'industria dello spettacolo di qualsiasi altro programma. All'inizio non cercava gli ascolti, ma poi Chris si è trovato a doverlo promuovere, finendo bloccato in un limbo: 'Voglio che la gente guardi lo show, ma non voglio sminuire ciò che sto facendo'''.

Robert Pattinson è il protagonista di Primetime
Per Pattinson quella di 'Primetime' è la prima esperienza come produttore con la sua Icki Eneo Arlo. ''Abbiamo sviluppato la sceneggiatura insieme ad Ajon Singh per tantissimo tempo, prima ancora che io decidessi di recitare nel film'', confida l'interprete. ''Non mi era mai capitata un'esperienza simile, in cui cercavo di modellare il ruolo affinché fosse la parte migliore possibile da far recitare a qualcun altro, per poi affezionarmene sempre di più. Mentre ci documentavamo sul programma – continua -, non mi rendevo nemmeno conto che stavo già facendo ricerca per il personaggio. E poi Chris Hansen ha qualcosa di particolare: è un personaggio che non puoi fare a meno di imitare. Rispetto a qualsiasi altro ruolo che abbia mai fatto, c'è stato davvero un enorme lavoro di base. Ed è stato difficilissimo, soprattutto il suo accento (ride, ndr)''. Dopo Antinoo nell'''Odissea'' di Christopher Nolan, Pattinson torna a vestire i panni di un altro personaggio dalle sfumature cupe e ambigue. ''Trovo sia interessante interpretare ruoli che affrontano un dilemma privo di una risposta giusta o sbagliata, bloccati tra l'incudine e il martello, dove qualsiasi strada intraprendano comporta sia una vittoria che una perdita'', osserva l'attore. ''C'è un motore dentro il personaggio, come due magneti posti l'uno di fronte all'altro che generano una quantità infinita di energia. E per me, stranamente, la posta in gioco è più alta se c'è la possibilità di perdere''.
Quello di 'Primetime' è un racconto sul potere dei media, la spettacolarizzazione del male e la vertigine del successo televisivo nell'epoca della post-verità e delle fake-news. Materiale, dunque, potenzialmente esplosivo. ''Trovo affascinante che si stia ancora discutendo dell'etica di uno show televisivo fatto vent'anni fa. Il dibattito non si è concluso, e non penso si concluderà mai'', afferma Pattinson. ''L'intenzione del programma è indiscutibile, c'è una sorta di nobiltà in esso. Ma non sai mai chi sia il tuo pubblico e non puoi controllare le sue emozioni o dove vorranno andare. Ma se trovi un pubblico e vuoi mantenerlo – prosegue -, devi fare qualsiasi cosa nella tua portata per capire chi sei dopo aver preso certe decisioni. Volevamo mostrare il dilemma di avere uno show di successo, diventare una star e dover navigare tutto questo quando la posta in gioco è estremamente alta e ti trovi in un mondo molto difficile da gestire''.
Intanto il vero Chris Hansen ha commentato negativamente il film, prima ancora di vederlo, basandosi esclusivamente sul trailer, definendo la prova di Pattinson ''estremamente drammatica''. ''Ovviamente spero che 'Primetime' gli piaccia. Non ho mai pensato di fare un film incentrato esclusivamente su di lui, è un'idea su cui non mi ero mai soffermato prima'', spiega l'attore. ''Ma man mano che il progetto prendeva forma, c'era qualcosa di elettrizzante nella sceneggiatura. Spero che l'ispirazione che il suo personaggio ha dato a così tante persone coinvolte nel film possa essere vista come un complimento. Più guardi quel programma – conclude - più ti accorgi che la sua presenza ha qualcosa di magnetico. C'è una componente umana che spiega perché la gente ne parli ancora. E non ha a che fare solo con il tema trattato, ma con il fatto che avesse qualcosa di rivoluzionario che rompeva le regole della televisione e la sua burocrazia, con Hansen a fare da perno. Tutto ciò che abbiamo cercato di catturare è il nostro entusiasmo collettivo verso il suo mistero''.

Robert Pattinson sul red carpet con la compagna Suki Waterhouse (Ansa)
Ma l'incontro con Robert Pattinson ci ha regalato anche una piccola anticipazione su ‘The Batman 2’, il sequel del film del 2022 diretto ancora una volta da Matt Reeves in cui l'attore torna a vestire i panni di Bruce Wayne/L'Uomo pipistrello. ''È una sceneggiatura incredibile'', ammette l'interprete. ''Credo sia difficile reinventare Batman e poi andare in un'altra direzione totalmente diversa. Persino quando guardo i playback di alcune scene, sembra diverso dal primo. È semplicemente fantastico, un cambiamento davvero radicale. Ed è bello che Warner e DC ci stiano dietro, è pazzesco. Ma penso che Matt sia l'unica persona a cui tutti permetterebbero di farlo. Il pubblico ne sarà entusiasta''.
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