Tempo di vendemmia del
Prosecco nel trevigiano dove a Godega Sant'Urbano, nella
distilleria Bottega, si fa come un tempo, con la raccolta a mano
dei grappoli e la pigiatura nei tini, metodi oggi ormai desueti,
e una libagione di fine raccolta con i prodotti locali. "La
vendemmia 2026 è stata caratterizzata da temperature
notevolmente più elevate nel periodo compreso tra maggio e
agosto, - ha spiegato Sandro Bottega - solo paragonabili a
quelle del 2003, ma con un picco storico delle giornate con
oltre i 35 gradi; inoltre la piovosità si è ridotta dal 10 al
30% a seconda delle zone e soprattutto con fenomeni di grandine
che hanno provocato in alcuni vigneti, perdite anche del 50%".
Tale andamento climatico ha determinato, per quanto riguarda il
Prosecco, una vendemmia anticipata di circa 2 settimane nelle
zone collinari e di 5/7 giorni in quelle pianeggianti.
Complessivamente il 2026, la previsione di Stefano Bottega "sarà
una buona annata, ma con quantitativi inferiori e con vini dalle
caratteristiche organolettiche più moderne dato il grado
alcolico più basso, ma dotati di maggior morbidezza e con una
buona armonia di profumi". In generale il vino italiano ha
subito una contrazione a causa dei dazi Usa "ma a soffrire di
più - rileva Sandro - sono stati i vini di più bassa qualità ma
non nel Prosecco che è sempre più lo spumante preferito". In
effetti, il Prosecco rappresenta nel mondo il traino per il vino
italiano e la Francia è il terzo mercato. Il prosecco è un vino
imitato da molti paesi, non ultimi australiani e brasiliani, la
cui produzione reca danni non solo ai volumi, "ma soprattutto
all' immagine del prodotto. Abbiamo però la speranza - auspica
Sandro - che le normative riescano a proteggere la nostra
denominazione". I consumatori giovani hanno però un approccio al
vino diverso dal passato: apprezzano il vino No/Low alcohol, e
vedono il vino come ingrediente per la miscelazione da qui il
successo dello Spritz e di altri cocktail. Il passaggio
successivo al vino di qualità si compie tra i 30 e i 35 anni.
Questi giovani consumatori bevono meno, ma vogliono bere meglio
e per la qualità sono disposti a spendere.
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