Variante di Longarone, ora si fa sul serio. «Appalto dell’opera entro il mese di ottobre»

2026/09/04

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BELLUNO - Commissione al lavoro. Tradotto, la variante di Longarone è ancora affare per scrivanie amministrative e computer di architetti e ingegneri. Ma nel giro di qualche settimana passerà nelle mani delle imprese chiamate a progettarla in via definitiva e quindi a realizzarla (sono 11 quelle che hanno partecipato al bando). E poi, dal 2027, comincerà a prendere forma sul serio. È Fabio Saldini a dettare i tempi. L'amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2026) e commissario straordinario di governo per le opere olimpiche, calendario alla mano, segna le prossime tappe: «Affidamento dell'appalto integrato entro il mese di ottobre. Partenza lavori entro un anno, comunque nel 2027. Serviranno un po' più due anni per concludere i cantieri. Ma consegneremo le opere per parti: la strada di avvicinamento a Longarone, la galleria sotto Castellavazzo, e la complanare di bypass del centro del paese». Ritardi? Inizialmente l'appalto sembrava dover essere concluso entro luglio. Arrivare a ottobre significa due mesi di intoppo. Che per un'opera da oltre 400 milioni di euro non sono niente.

«Quando stabilisci delle date di massima lo fai sperando che non si verifichino rallentamenti di nessun genere. Ma poi devi fare i conti con la costituzione della commissione – dice Saldini -. Il ritardo è stato determinato dalle vicende degli ultimi mesi (il riferimento sottaciuto è all'inchiesta sulla Apollonio-Socrepes a Cortina, avviata dalla Procura di Belluno, ndr). Ma adesso la commissione è stata nominata: è composta da tre commissari che lavoreranno celermente, visto che le procedure sono trasparenti e oggettive». Verrà affidato un appalto integrato, che non prevede solo la realizzazione, ma anche la progettazione definitiva. La prima stesura del disegno infatti era stata bocciata dal Comune e dai cittadini di Longarone. Perché il progetto originario, redatto da Anas all'interno delle opere olimpiche, prevedeva un viadotto proprio davanti alla fiera e centro abitato: una strada rialzata di circa 8 metri dal piano viabile attuale che avrebbe costituito un impatto visivo ritenuto eccessivo da parte della cittadinanza, perché quel viadotto si sarebbe frapposto tra il centro del paese e la diga del Vajont. Il disegno iniziale è stato così superato dall'ingresso di Simico, a cui è stata affidata l'opera. «È una delle operazioni di cui vado più fiero – commenta Saldini -. Abbiamo saputo fare una proposta progettuale adeguata a ciò che tutti gli enti si aspettavano e il Comune di Longarone si attendeva. A Longarone, al primo incontro, mi colpì il pudore della popolazione: tutti sapevano che il progetto poteva essere migliorato, ma nessuno lo diceva alzando la voce. Per questo, la variante è un'opera a cui umanamente tengo molto». 

Il dettaglio

Ma sarà anche un'opera mastodontica. Da quasi 450 milioni di euro: 11,6 chilometri di nuovo tracciato stradale chiamato ad “aiutare” la statale di Alemagna, bypassando il nodo che va da Pian di Vedoia a Castellavazzo. Il tracciato infatti si sviluppa interamente in destra idraulica del fiume Piave, dal nodo A27/statale 51 in prossimità dello svincolo di Soverzene fino all'ingresso della galleria di Termine di Cadore, all'altezza del cosiddetto “ponte tubo”. Comprende la realizzazione di tre svincoli, opere d’arte principali e minori per circa 3.100 metri, inclusa una galleria naturale di 1.540 metri che passerà sotto l'abitato di Castellavazzo (con ingresso all'altezza di zona Malcom), oltre alle opere di sostegno, drenaggio, sicurezza stradale, mitigazione ambientale e riassetto della viabilità locale interferita. Nell’appalto integrato finirà anche l’adeguamento del ponte Campelli, che dovrà alzare una campata.


Il sindaco

«È un'opera attesissima da longaronesi, lavoratori della zona industriale e turisti – commenta il sindaco, Roberto Padrin -. Il percorso è stato complesso, e ringrazio Saldini per aver ascoltato la comunità locale. Ma ora stiamo per arrivare alla parte operativa». Il sindaco spiega che gli interventi in corso sul Piave, vicino al tracciato dell'Alemagna, a Fortogna, sono propedeutici alla variante, anche se si tratta di un'operazione diversa: «Sono opere di Veneto Strade, legate a un finanziamento post-Vaia: il Piave si stava avvicinando al tracciato della 51 attuale, per cui si è reso necessario un intervento di sghiaiamento che deviasse il corso del fiume».

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