Esportazioni
In provincia più che raddoppiate le vendite estere nel primo trimestre, in regione il 41% dell’export nazionale

Dal distretto di Varese arriva la spinta decisiva per spingere l’aerospazio lombardo al nuovo record in termini di export, scatto visibile nell’intero 2025 ma ripetuto e amplificato anche nei primi mesi di quest’anno.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AILe vendite oltreconfine lombarde di aeromobili e veicoli spaziali sono arrivate infatti a sfiorare i tre miliardi di euro lo scorso anno, quasi il triplo rispetto a quanto accadeva nel 2020. Nello stesso periodo gli altri distretti del settore, pur cresciuti in modo importante, hanno realizzato un progresso limitato al 35%. Con il risultato di spingere la Lombardia a diventare prima regione del settore per export (lo è dal 2024, avendo superato Lazio e Piemonte) arrivando a rappresentare lo scorso anno il 37% delle vendite oltreconfine del comparto, dal 22% del 2020.
Scatto legato in particolare alla provincia di Varese, dove sono localizzati i siti di Leonardo per ala fissa e ala mobile, impianti attorno ai quali ruota una vasta rete di Pmi dell’indotto, aziende che a loro volta sono in grado di intercettare commesse in ambito internazionale.
«E’ la conferma della validità tecnologica di ciò che le nostre aziende fanno - spiega il presidente del Lombardia Aerospace Cluster Paolo Cerabolini - raccogliendo il frutto di anni di lavoro con commesse di lungo periodo che premiano l’eccellenza del capo filiera ma anche la validità dell’indotto, che si sta progressivamente internazionalizzando».
Proiezione estera confermata dalla massiccia partecipazione (la settima) del Lombardia Aerospace Cluster alla rassegna biennale di Farnborough con 24 imprese, in larga parte Pmi, nuovo record numerico in rappresentanza di un comparto territoriale di più di 200 aziende, quasi 22mila addetti e un giro d’affari annuo di 6,3 miliardi.
«Il nostro cluster sta crescendo in termini numerici - aggiunge Cerabolini - arrivando a sfiorare ormai i 130 soci, ma si sviluppa anche dal lato dei servizi, sempre con l’obiettivo di assistere e far crescere le aziende, a partire dalle start up. Vogliamo continuare a sostenere l’internazionalizzazione della filiera, favorendo la capacità delle aziende lombarde di presentarsi unite, fare sistema e cogliere nuove opportunità di crescita sui mercati esteri. Per il futuro, anche grazie all’arrivo della Zis (Zona di Innovazione Speciale) sul settore, puntiamo a strutturarci in maniera ancora più solida e ad intensificare il lavoro di raccordo tra industria e finanza, per fare in modo che in questo comparto possano arrivare maggiori flussi di capitali privati sostenendo i progetti di crescita delle aziende».
Sviluppi peraltro già visibili nei numeri delle vendite oltreconfine, per cui è determinante il distretto di Varese, responsabile di 2,2 miliardi di export (il 75% regionale), valore lievitato del 50% lo scorso anno. Livello che può essere superato nel 2026 alla luce degli ultimi dati Istat. Nel primo trimestre per Varese le vendite oltreconfine sono infatti più che raddoppiate a 585 milioni, spingendo la Lombardia a crescere di quasi il 50%, arrivando a valere ora il 41% dell’export totale del settore.
«Le prospettive sono estremamente positive - aggiunge Cerabolini - tenendo conto della fase di crescita globale del comparto, che riguarda sia gli elicotteri che l’ala fissa. Settore in cui l’addestratore Leonardo M346 realizzato nel sito di Venegono rappresenta una punta di eccellenza, un velivolo che viene richiesto per la sua versatilità in Italia e all’estero e che in termini tecnologici è sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza».
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