La segretaria cittadina dem attacca i consiglieri del Carroccio dopo le proteste in aula per le parole del sindaco Galimberti: "Reazione scomposta che dimostra quanto la ferita faccia male"

«La reazione scomposta registrata ieri sera in Consiglio comunale di fronte alle parole del sindaco Davide Galimberti ha mostrato tutta la fragilità della Lega varesina». A sottolinearlo è Manuela Lozza, segretaria cittadina del Partito Democratico e consigliera comunale, che all’indomani della seduta torna sulle tensioni esplose in aula dopo il rigetto della mozione presentata dal Carroccio.
Secondo Lozza, le proteste dei consiglieri leghisti – arrivati a «saltare in aria» quando il primo cittadino ha evidenziato come la Lega stia inseguendo il movimento Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sui temi dei luoghi di culto – sarebbero la prova evidente di una difficoltà politica profonda. Un atteggiamento che si somma, rileva la rappresentante dem, a una condotta d’aula spesso disordinata, caratterizzata da emendamenti in contrasto tra loro e voti in ordine sparso.
Il nodo della contesa riguarda la presenza della parola “moschea” all’interno del Piano di Governo del Territorio (PGT). Lozza evidenzia come, mentre i sostenitori di Vannacci raccolgono le firme in città contro la moschea, la Lega abbia chiesto di stralciare proprio e solo quella parola dall’elenco contenuto nel PGT. Un testo che si limita a fornire un quadro esemplificativo e variegato delle realtà presenti o possibili (“chiese, centri culturali, moschee, vie sacre, piazzali, grotte, cappelle, edicole, ecc…”), dove le chiese rappresentano la quota maggioritaria e le moschee la terza.
La segretaria PD ribadisce quindi che il PGT non incentiva in alcun modo la costruzione di nuovi centri di preghiera islamici, ma si limita a dettare le necessarie regole urbanistiche valide per tutti i luoghi di culto. «Se la Lega non fosse schiacciata su posizioni antimusulmane ed estremiste dettate dai vannacciani – conclude Lozza –, anziché chiederne la cancellazione avrebbe proposto di integrare la lista, aggiungendo ad esempio le sinagoghe».
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