I dettagli del percorso in vista dell'approdo della variante del Piano di Governo del Territorio nell'aula di Palazzo Estense

Erano previste altre tre sedute di discussione, ma ne è bastata una sola, durata un’ora e poco più, nella serata di lunedì 27 luglio. Con la conclusione dell’esame in commissione Urbanistica, il percorso del nuovo Piano di Governo del Territorio di Varese si avvia verso il dibattito finale in consiglio comunale, previsto per l’inizio di settembre. Un iter caratterizzato da un confronto intenso ma corretto tra le parti, durante il quale sono stati auditi nel tempo tutti gli assessori della Giunta per raccogliere gli indirizzi indirizzati ai tecnici del Politecnico di Milano.
A tracciare il bilancio del lavoro svolto è il presidente della commissione Urbanistica, Domenico Marasciulo, che sottolinea il clima di rispetto e la sostanziale assenza di atteggiamenti ostruzionistici da parte dell’opposizione, pur nell’espressione delle diverse posizioni politiche.
Il confronto tra maggioranza e opposizione
Nell’ultima seduta dedicata al documento è intervenuto l‘assessore Andrea Civati che ha presentato le linee guida del piano, mentre il dibattito si è concentrato prevalentemente sui tempi, sui metodi e sulle modalità di discussione. Per garantire a tutti i commissari uno spazio d’intervento ordinato, la presidenza ha scelto di contingentare i tempi a cinque minuti ciascuno.
«Tutti i consiglieri sono stati estremamente corretti – dichiara Marasciulo –. Pure a fronte di dichiarazioni di voto contrario o di riserve stilate sulle singole norme, da parte di diversi esponenti è emerso un apprezzamento di fondo per la sintesi, l’impianto e le linee essenziali a cui si ispira il piano. Resta poi aperta la possibilità di presentare emendamenti e modifiche quando la discussione si sposterà nell’aula del Consiglio comunale».
Un piano tra normativa europea e cambiamenti post-Covid
Spiegando le specificità dell’impostazione urbanistica adottata, Marasciulo evidenzia come il nuovo Pgt si differenzi dai semplici aggiornamenti del passato, dovendo recepire un quadro normativo ed ecologico in rapida evoluzione. Tra le direttive che hanno condizionato la stesura figurano i principi europei sulla sostenibilità, la direttiva sulle “case green”, le disposizioni in materia di co-housing e le leggi regionali sulla rigenerazione urbana e sul contenimento del consumo di suolo.
A questi elementi di natura legislativa e ambientale si aggiungono le trasformazioni sociali generate dal periodo pandemico. La necessità di valorizzare i negozi di vicinato, la riorganizzazione degli accessi ai presidi sanitari, l’attenzione alle strutture di cura e la diffusione del lavoro da remoto con i relativi spazi di co-working rappresentano fattori che richiedevano risposte urbanistiche articolate.
«Se oggi non si adotta un Pgt capace di raccogliere queste istanze si rischia di rimanere indietro – conclude il presidente della commissione –. Il lavoro è stato condotto con lealtà da tutti i componenti. L’impostazione emersa è moderna e contemporanea, calibrata su esigenze concrete che spaziano dall’efficienza energetica alla tutela del verde e del territorio».
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