Per l’omicidio nei boschi di Castelveccana in aula il perito balistico della difesa

2026/07/13

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Udienza fiume di fronte al gup di Varese del consulente della difesa, nel pomeriggio carabinieri in aula per testimoniare

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Entra nella sua fase più intensa il processo davanti al giudice per l’udienza preliminare di Varese per l’omicidio avvenuto nei boschi della Froda, a Castelveccana, di Rachid Nachad, il 32enne ucciso da alcune esplosioni di cartucce in gomma, teoricamente non letali ma che, secondo l’accusa, ne hanno causato il decesso. Sempre secondo la Procura, a premere il grilletto fu un sottufficiale dell’Arma.

Ed è proprio sulla natura dei colpi esplosi che lunedì mattina, nell’aula bunker di Varese, è stato ascoltato il perito della difesa nel corso del giudizio abbreviato “condizionato” proprio dalla perizia balistica e dall’escussione di alcuni carabinieri.

Per oltre tre ore il perito balistico Ruggero Pettinelli, nominato dalla difesa del carabiniere accusato di aver sparato, è stato esaminato dal giudice e sottoposto al controesame della parte civile, rappresentata dagli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza.

La tesi del consulente, spiega l’avvocato Lucio Lucia, difensore del carabiniere che ha esploso i colpi, «ha dimostrato che purtroppo questo tragico evento è stato determinato solo e soltanto dalla problematicità di questo tipo di munizionamento, caratterizzato da difetti di costruzione tali da provocare velocità imprevedibili, quasi doppie rispetto a quelle che ci si aspetterebbe da questo tipo di armi».

Di diverso avviso il legale della parte civile, Marco Romagnoli: «È una perizia di parte che contiene argomentazioni destinate a essere smentite nel corso del procedimento. Resta una domanda fondamentale: chi ha deciso di inserire quei proiettili in un fucile da caccia ad alto potenziale e di sparare alla schiena di un soggetto disarmato da distanza ravvicinata?».

Oltre all’ex sottufficiale di 56 anni, imputato per omicidio volontario pluriaggravato per aver esploso i colpi mortali (oltre che per falso ideologico), è imputato anche un militare di 58 anni, chiamato a rispondere di favoreggiamento, depistaggio e falso.

Nel pomeriggio l’udienza è proseguita con l’escussione di altri testimoni della difesa: quattro dei cinque carabinieri citati, tra ufficiali e sottufficiali.

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