Varenne, un cavallo diventato industria: ha generato un valore di 30 milioni, 6 in premi. “Monte” da 12.000 euro l’una e duemila figli

2026/08/19

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Varenne è il cavallo che ha trasformato la vittoria in industria. Morto ieri d’infarto, se ne va il Capitano, icona dell’ippica mondiale. Varenne è già diventato un asset: una stima prudenziale, fatta dall’analista di una grande banca, porta a 30 milioni di valore generato.

In pista il conto è netto: 6.035.665 euro di premi, 62 vittorie su 73 corse, due Prix d’Amérique, due Elitloppet, tre Lotteria e una Breeders Crown. È il valore visibile.

La trasformazione in asset comincia durante la carriera. Nel 2001 Enzo Giordano cedette il 50% di Varenne a SNAI sulla base di una valutazione di 7 miliardi di lire. Nel 2002, finita la carriera, Giordano riacquistò la quota per circa 4 milioni di euro.

Poi arriva la svolta: Varenne smette di correre e produce reddito attraverso la riproduzione. Più di 2.000 figli, monte arrivate a circa 12 mila euro e un mercato costruito sulla sua genetica. Secondo ricostruzioni attendibili, la sua attività procreatrice ha fruttato 15 milioni nei primi 16 anni da stallone.

Il primogenito Icaro del Ronco fu venduto per 150 mila euro. Lana del Rio e Lisa America hanno superato il milione di premi ciascuna; Vernissage Grif ha oltrepassato 1,5 milioni. Cifre che mostrano la forza economica della genealogia: il nome del padre ha pesato sul prezzo.

È qui che i 30 milioni acquistano significato. Non sono il «prezzo» di Varenne né una valutazione di mercato, ma l’ordine di grandezza dell’economia generata dal suo sistema: oltre 6 milioni di premi, valore nelle operazioni proprietarie e attività stalloniera. La vicenda del seme mostra quanto fosse prezioso il controllo dell’asset. Nel 2024 la Procura di Torino indagò su una presunta commercializzazione non autorizzata del seme di Varenne. Per il solo 2018 gli inquirenti ipotizzarono un giro d’affari superiore a 200 mila euro. Un dato giudiziario, non una sentenza, ma eloquente: anche l’accesso alla genetica aveva un prezzo. La lezione di Varenne va oltre l’ippica. Nello sport il capitale può essere un marchio, una reputazione, una licenza, una tecnologia o una proprietà intellettuale. Nel suo caso, una genealogia. Varenne ha corso per quattro anni. Il suo sistema economico ha prodotto valore per oltre venti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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