Vannacci sfida FdI a votare con il Pd: c’entra la legge elettorale

2026/09/10

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Lo scontro in Senato sulla nuova legge elettorale diventa, di ora in ora, più rovente. L’iter per la seconda approvazione dovrebbe chiudersi con la votazione finale che è in programma martedì prossimo, 15 settembre ma, al debutto nell’aula di Palazzo Madama, i nodi ancora non sono stati sciolti. 

Il nodo più ingarbugliato di tutti è ancora una volta quello relativo alle preferenze, ovvero, la possibilità di indicare i nomi dei candidati sulla scheda elettorale. 

Come se non bastasse ad ingarbugliare ulteriormente la questione è intervenuto anche il generale Roberto Vannacci che ha invitato la destra a votare l’emendamento del Pd che prevede l’introduzione delle preferenze pure. 

Perché le preferenze stanno facendo litigare la maggioranza

Dopo il pasticcio di luglio alla Camera, con l’emendamento sulle preferenze del governo bocciato per un solo voto, al Senato gli alleati sembravano aver trovato un punto di caduta comune con l’emendamento presentato dal senatore Marco Lisei di FdI. La proposta prevede un sistema ibrido con la presenza di capilista bloccati e preferenze a partire solo dal secondo nome in lista. 

Una mediazione che seppur con qualche reticenza, Forza Italia e Lega avevano accettato.

Nelle ultime ore, tuttavia, l’apertura di Fratelli d’Italia al subemendamento presentato dal Pd, a prima firma del senatore Nicola Irto, che introduce le preferenze pure senza capilista bloccati, ha rimestato nuovamente le acque spingendo gli alleati di governo a minacciare di “far saltare tutto”.

La battaglia è tutt’ora in corso e la votazione degli emendamenti, tra cui anche quello sulla norma anti-cespugli è prevista nel pomeriggio. 

"Il subemendamento delle opposizioni" sulle preferenze "è chiaramente una provocazione politica, perché alla Camera avevano votato esattamente all'opposto dell'emendamento che propongono, però il tema c'è: io non sarei contrario a trovare una soluzione che ampli ulteriormente la possibilità degli elettori di esprimere una preferenza”.

Ha dichiarato sulla questione il senatore meloniano, Alberto Balboni.

Vannacci chiede alla destra di votare l’emendamento del Pd

Nelle ultime ore il generale Roberto Vannacci è intervenuto sulla questione chiedendo al centrodestra di votare la proposta del Pd. Proposta che ricalcherebbe, spiega il leader di Futuro Nazionale, l’emendamento presentato dal suo partito alla Camera durante la precedente votazione, che fu sostenuto anche da Fratelli d’Italia. 

Futuro Nazionale non ha nessuna rappresentanza in Senato, di conseguenza non può intervenire sulle modifiche e sulla votazione del testo.

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Oggi al Senato si vota sulle preferenze nella legge elettorale. C’è un emendamento che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera”.

Scrive su Facebook il leader di Fn aggiungendo:

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“Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?.

Per Vannacci “gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli 'unti' dalle segreterie di partito.” 

Le prossime ore saranno, dunque, decisive non solo per le sorti della nuova legge elettorale ma anche per gli equilibri all’interno della maggioranza di governo, che non riuscirebbe a superare un nuovo strappo come quello registratosi lo sorso luglio alla Camera.

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