Vandalismi all’oratorio, don Innocenzo: «Sappiamo chi siete, abbiamo i video della telecamera»

2026/09/24

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ZOPPOLA (PORDENONE) - Lattine, bottiglie di vetro, bicchieri e cartoni lasciati a terra anziché nei cestini. Ma anche giochi e strutture danneggiati, oggetti spostati e persino il nastro bianco e rosso, sistemato per impedire l’utilizzo di alcune attrezzature da riparare, deliberatamente rimosso. La pazienza sembra essere finita all’oratorio di Zoppola, dove il ripetersi di episodi di inciviltà ha spinto il parroco don Innocenzo Okoroama a rivolgere un appello pubblico ai ragazzi e soprattutto alle loro famiglie. «Cari genitori, parlate ai vostri figli», è il messaggio pubblicato sulla pagina Facebook della parrocchia insieme a una nota dal titolo altrettanto esplicito: «Rispettiamo il nostro oratorio».


IL MONITO

Un richiamo che arriva dopo l’ennesima constatazione delle condizioni in cui vengono lasciati gli spazi utilizzati quotidianamente dai giovani. E questa volta la parrocchia fa sapere di avere anche elementi che permetterebbero di individuare gli autori: «Abbiamo i video di questi ragazzi e tanti di loro li conosciamo, vi assicuro che sono i vostri figli. Rispettiamo l’oratorio e rispettiamo l’ambiente». La questione, dunque, non riguarda un singolo episodio. Nella comunicazione si parla di comportamenti che si verificherebbero sempre più spesso, creando amarezza tra chi dedica tempo alla gestione e alla manutenzione della struttura. «L’oratorio dovrebbe essere un luogo dove ragazzi, famiglie e volontari possono stare insieme, divertirsi e condividere momenti di comunità», viene ricordato. Una funzione che rischia però di scontrarsi con atteggiamenti di segno opposto.


IL FENOMENO

Il problema più evidente è quello dei rifiuti. «Capita frequentemente di trovare lattine, bottiglie di vetro, cartoni, bicchieri e altri rifiuti abbandonati in giro, invece che nei cestini». Una situazione alla quale si aggiungono episodi considerati ancora più gravi, con oggetti, strutture e materiali dell’oratorio danneggiati. Rompere qualcosa o spostare ciò che non dovrebbe essere toccato, viene sottolineato, non può essere considerato uno scherzo, perché dietro ogni attrezzatura ci sono il lavoro dei volontari e le risorse economiche della comunità. L’ultimo episodio segnalato riguarda proprio alcuni giochi che devono essere sistemati. Per ragioni di sicurezza era stato collocato attorno alle attrezzature del nastro bianco e rosso, ma qualcuno avrebbe pensato di rimuoverlo volontariamente. Un gesto che ha ulteriormente irrigidito la posizione della parrocchia. «Ora basta», si legge infatti nel documento.


LE DOMANDE

L’oratorio viene definito «uno spazio della comunità, mantenuto con il lavoro, il tempo e i sacrifici di tante persone». Da qui una serie di domande rivolte direttamente ai frequentatori: è davvero così difficile gettare una lattina o una bottiglia nel cestino, raccogliere ciò che si è utilizzato oppure comprendere che, quando qualcosa viene rotto, qualcun altro dovrà sistemarlo o pagare per sostituirlo? Il richiamo di don Innocenzo punta quindi anche sulla responsabilità educativa delle famiglie. Non c’è la volontà di impedire ai giovani di vivere l’oratorio, ma la richiesta che uno spazio aperto a tutti venga trattato come un bene comune e non come un luogo del quale disporre senza regole.

«Se volete utilizzare l’oratorio, abbiate almeno il buon senso e la buona educazione», è l’ultimo avvertimento in ordine di tempo, seguito dall’annuncio che, se la situazione non cambierà, saranno presi provvedimenti. Un appello severo, dunque, ma che parte da gesti molto semplici: utilizzare i cestini, rispettare giochi e attrezzature e lasciare gli spazi come li si è trovati. Regole elementari di convivenza che la parrocchia chiede ora ai ragazzi di rispettare e ai genitori di contribuire a far comprendere.

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