LIMANA (BELLUNO) - «Mia moglie si è laureata martedì all’università di Padova in Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche con 110 e lode. La cosa particolare è che quando ha iniziato due anni fa, nostro figlio aveva 9 mesi, oggi ha 2 anni e 9 mesi. È proprio bello che una mamma riesca a laurearsi con il massimo dei voti pur avendo un bimbo piccolo». Sono parole piene di amore e di orgoglio quelle di Cristiano Reolon, che ha inteso confidare un aspetto così personale della vita familiare per il solo desiderio di offrire degli “spunti” a qualche altra mamma che, magari, rinuncia a mettersi in gioco per le difficoltà intrinseche di essere mamma.
LA PROTAGONISTA
Lei, Valentina Pacchielli, preferirebbe rimanere nell’ombra. All’apparenza è solare e vitale, ma scavando un po’ si capisce che tiene molto alla sua riservatezza. Fa però un’eccezione raccontando la sua storia. «Ho 32 anni, sono di Conegliano ma mi sono trasferita a Limana, dopo che ci siamo sposati nel 2022 - sono le sue prime parole - Il 31 dicembre 2023 è nato Francesco. Nove mesi dopo ho avuto l’idea di iscrivermi al corso magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche». Una decisione impegnativa che però assecondava le sue aspirazioni professionali e che ha saputo conciliare con le esigenze della famiglia. Valentina racconta: «Ho seguito il corso a Padova in presenza il giovedì pomeriggio, venerdì tutto il giorno e sabato metà giornata. Andavo su e giù lavorando e sfruttando le 150 ore a disposizione anche per studiare. Poi ho preso ferie e permessi. Lavoro in ambito sanitario».
Da cosa è nato il desiderio di rimettersi in gioco sui libri? «Lavoravo in un reparto dal quale mi sono spostata. In tanti mi avevano sconsigliato di proseguire con la magistrale, ma ho fatto il test d’ingresso lo stesso. L’ho superato. A quel punto c’era da decidere e Cristiano in primis mi ha detto: “vai”. Quindi ci siamo organizzati».
RETE FAMILIARE
Soprattutto all’inizio, quando Francesco non aveva ancora 10 mesi, non è stato facile assentarsi da lui. «Vederlo al mattino, quando si stava svegliando e non potergli dedicare 20 minuti di coccole come prima non è stato facile -spiega Valentina- Per fortuna il papà mi aiuta, abbiamo le nostre famiglie e questo aspetto è stato fondamentale». Quando c’è una rete familiare attorno a una giovane coppia tutto è più semplice. «Ogni minuto libero è stato dedicato a Francesco, non serve neanche dirlo. Riconosco che sono stata tanto fortunata con l’appoggio della famiglia anche perché capisco che certe persone non hanno la possibilità che ho avuto io». Anche perché, oltre a seguire il corso magistrale, Valentina doveva ritagliarsi il tempo per studiare, lavorare e contribuire per le faccende di casa. Da cosa le è venuta questa determinazione? «Volevo fare qualcosa per rendere la nostra vita migliore e per riuscire a stare più tempo con il piccolo. E poi volevo poter dire: ce l’ho fatta».
REALIZZAZIONE PERSONALE
Mamma sì, ma anche realizzata professionalmente. «Volevo essere una persona completa, oltre ad essere mamma sono anche moglie, abbiamo una casa da tenere pulita. Fare tardi la sera non è stato un problema per me e penso di non aver fatto mancare niente a nessuno. Allo stesso tempo volevo riuscire a valorizzare me stessa, anche come professionista. Ma sempre mettendo al primo posto mio figlio». C’è stato un momento in cui ha detto: mollo tutto? «Assolutamente sì. Soprattutto all’inizio, è stato difficile trovare il ritmo, ma ho sempre creduto di potercela fare». Tutti possono, l’importante è credere in se stessi». Martedì la laurea, è stato il momento più bello? «Quando Francesco mi ha posato la corona d’alloro in testa e vedere che festeggiava con noi, ho capito che l’ho fatto anche per lui. E posso dire che ne è valsa la pena».
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