Ustica, si apre il nuovo filone. In arrivo le carte dalla Francia. I pm: indagini pronte a ripartire

2026/10/01

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L'indagine sulla strage di Ustica andrà avanti e la verità, a distanza di 46 anni, potrebbe finalmente venire a galla. La Procura di Roma ha ritirato la richiesta di archiviazione, avanzata a marzo del 2025, dopo che le autorità francesi si sono rese disponibili a trasferire all'Italia tutta la documentazione relativa alla tragedia avvenuta la sera del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno provocando la morte di 81 persone. «È arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c'era stata negli anni passati - ha spiegato il procuratore della Capitale Francesco Lo Voi in udienza - Questo rappresenta per la Procura una forma di riattivazione che apre un filone con nuove prospettive».

La svolta

Con una «nota verbale» del 14 settembre scorso l'ambasciata francese ha comunicato alla Farnesina di poter inviare documenti che vanno dal 1981 al 1994. Nella nota, trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio anche al ministero della Giustizia e a sua volta alla Procura di Roma, si dà inoltre atto della disponibilità ad assecondare ulteriori richieste qualora arrivassero. Nel corso del suo intervento in aula, Lo Voi ha precisato che, tra gli atti che verranno inviati, «sono presenti 9 file informatici, due documenti del ministero della Difesa francese (del 1986 e del 1990, ndr) e inoltre - ha spiegato Lo Voi - dalla Francia è arrivata una apertura per riattivare anche per il futuro una collaborazione giudiziaria». Un'apertura, ha aggiunto il procuratore, che l'ufficio giudiziario «non può rifiutare» perché sostanzialmente apre a possibili nuovi sviluppi in un procedimento in cui lo scenario resta quello della battaglia aerea ed è esclusa, al momento, la pista della bomba esplosa a bordo. La richiesta di archiviazione, ora ritirata, riguardava due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm capitolini, entrambi contro ignoti. Il giudice delle indagini preliminari, Livio Sabatini, si è riservato di decidere se restituire gli atti alla Procura.

In aula ieri erano presenti i familiari delle vittime, i rappresentanti delle associazioni e i loro legali. «Accogliamo con soddisfazione la decisione di proseguire le indagini - commenta Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica - È un passaggio importante, dopo 46 anni di attesa e di lavoro. Adesso servono i fatti. La disponibilità della Francia dovrà tradursi nella consegna della documentazione e sarà la magistratura a stabilire quale valore avranno quelle carte per le indagini». Dal canto suo l'avvocato Daniele Osnato, che rappresenta 140 famiglie dei parenti delle vittime, sostiene che la tempistica della Francia «è molto strana: siamo stati sempre sfortunati in questa storia e per questo resto molto cauto». «A me un intervento di natura politica che interrompe un processo e impedisce la decisione di un magistrato lo vedo come qualcosa di anomalo, unico nella storia processuale italiana. Ma questa è Ustica e siamo abituati», ha aggiunto. «Sinora abbiamo visto solo i titoli dei documenti in arrivo dalla Francia - spiega Giuliana Cavazza, che nella strage perse la madre e oggi è presidente dell'Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica (Avdau) - Da quanto abbiamo capito sono cose che noi abbiamo già e sono presenti nelle 13 rogatorie fatte. È molto interessante la disponibilità francese anche a rispondere ad altri quesiti. Per esempio siamo interessati a tutto quello che è stato fatto nelle indagini sul terrorismo». L'avvocato Gregorio Equizi, che assiste Cavazza, ha aggiunto: «La storia può cambiare, basta che non si guardi in una sola direzione».

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