Ad Ozieri si chiude con successo la 59ª edizione dell’ usignolo della Sardegna 2026. Con venerdì 11 settembre hanno preso il via gli appuntamenti della 133ª Festa della Beata Vergine del Rimedio, e ancora una volta, come vuole una tradizione ormai consolidata nel cuore di Ozieri, la prima serata è stata affidata alle voci, alle chitarre e alle emozioni dell’Usignolo della Sardegna, giunto alla sua prestigiosa 59ª edizione. Una notte di musica di canto e di poesia, di antiche melodie e di emozioni nuove. Una notte nella quale il canto sardo è tornato a raccontare storie, sentimenti, radici e appartenenza. E quando ormai la mezzanotte era passata da poco, dopo l’esibizione dei tre concorrenti e, l’attento ascolto della giuria, è arrivato il momento più atteso: il verdetto, insindacabile, che ha decretato i protagonisti della edizione 2026.
Il Premio a S’Otieresa è stato assegnato a Emanuele Piras di Macomer, protagonista di una bellissima interpretazione, capace di conquistare l’attenzione e il cuore del pubblico, mentre a salire sul gradino più alto del podio è stato Franco Figus di Giave, che si aggiudica il titolo di Usignolo della Sardegna 2026. Secondo posto ex aequo, la targa è stata consegnata a Francesco Manchia ed Emanuele Piras, a suggellare un risultato di grande valore artistico. Ad accompagnare i cantadores, con sensibilità, esperienza e quelle mani capaci di trasformare le corde in emozione, è stato il chitarrista Paolo Senes di Sorso, al quale va il merito di aver saputo sostenere e valorizzare ogni voce con eleganza e maestria. Ma tra tutti i momenti della serata, ce n’è stato uno che ha avuto un sapore particolarmente speciale. : la consegna del Premio alla Carriera a Valerio Marras di Santa Giusta. Un riconoscimento che non celebra soltanto una lunga esperienza musicale, ma racconta una storia.Nel 1975, Valerio Marras suonò all’Usignolo di quell’anno e, ancora oggi, rappresenta l’unico chitarrista campidanese ad aver suonato all’Usignolo di Ozieri. L’usignolo della Sardegna, organizzato dal Comitato fedales ‘95, unico concorso regionale ancora presente nello scenario del canto sardo a chitarra raggiunge la soglia dei 59 anni, pieni di musica, di incontri, di corde pizzicate e di melodie custodite nella memoria.
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