Usa, ritiro delle truppe dall’Europa: il piano del Pentagono e cosa può succedere alle basi di Aviano e Vicenza

2026/09/18

Categories: world-news

Il Pentagono sta valutando una consistente riduzione della presenza militare americana in Europa. Sul tavolo ci sarebbe il ritiro di almeno 25 mila uomini, con uno scenario più ampio che potrebbe arrivare fino a 40mila militari, su circa 80mila attualmente presenti nel continente. Una revisione che non riguarderebbe necessariamente soltanto il personale: tra le opzioni allo studio rientrano anche le forze aeree, navali e terrestri.

Nessuna decisione definitiva è stata presa e soprattutto non è stato reso noto quali Paesi, basi o reparti verrebbero eventualmente interessati. La revisione del dispositivo americano in Europa è ancora in corso e una parte delle forze potrebbe anche essere riposizionata verso il fianco orientale della Nato. L'Italia, che ospita una delle maggiori presenze militari statunitensi nel continente, è inevitabilmente tra i Paesi sui quali si concentra l'attenzione.

Per il Nordest la questione passa soprattutto da due nomi: Aviano, in Friuli Venezia Giulia, e Vicenza, in Veneto. Due poli molto diversi tra loro, ma entrambi centrali nell'attuale presenza militare americana in Italia.

Aviano, gli F-16 americani in Friuli Venezia Giulia

La lente d'ingrandimento si sposta innanzitutto sulla base aerea di Aviano, in provincia di Pordenone. Non perché esistano al momento indicazioni che la base friulana sarà interessata dai tagli, ma per il peso che riveste nel dispositivo militare statunitense in Europa.

Ad Aviano ha sede il 31st Fighter Wing della U.S. Air Force. Secondo la documentazione ufficiale dell'Aeronautica statunitense, il reparto mantiene due squadroni di caccia F-16: il 510th Fighter Squadron e il 555th Fighter Squadron, entrambi in grado di condurre operazioni di combattimento aereo offensive e difensive.

Il 31st Fighter Wing comprende inoltre il 56th Rescue Squadron, reparto destinato alle operazioni di recupero e soccorso in combattimento. La sua attività è inserita nel dispositivo di supporto a U.S. European Command, U.S. Africa Command e Nato.

È proprio il riferimento, nelle indiscrezioni sul piano del Pentagono, a una revisione che potrebbe coinvolgere anche l'aviazione a rendere Aviano una delle installazioni italiane da osservare. Ma il punto va ribadito: non c'è al momento alcuna conferma che gli F-16, i reparti o il personale di Aviano siano destinati a essere ridotti o trasferiti.

Vicenza, il grande polo dell'U.S. Army in Veneto

A poco più di cento chilometri di distanza c'è l'altro grande punto interrogativo per il Nordest: Vicenza.

Qui la presenza statunitense ruota principalmente attorno a Caserma Ederle e Caserma Del Din, installazioni italiane utilizzate dall'U.S. Army. La documentazione ufficiale di U.S. Army Garrison Italy indica le due caserme come i principali poli della Vicenza Military Community.

Vicenza ha una storia particolarmente lunga nella presenza militare americana in Italia. L'U.S. Army ricorda che nel 1955 venne attivata la Southern European Task Force e che il maggior numero dei suoi militari è sempre stato concentrato proprio nell'area vicentina.

Oggi la città rappresenta un nodo dell'Esercito americano in Europa e ospita, tra le altre realtà, il quartier generale di U.S. Army Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF).

Anche in questo caso non esiste, allo stato attuale, un'indicazione secondo cui Vicenza sarà interessata dalla revisione del Pentagono. Ma se il progetto dovesse effettivamente coinvolgere le forze terrestri statunitensi schierate nel continente, la consistenza e il ruolo della presenza americana in Veneto rendono inevitabile guardare a quanto accade nelle due caserme vicentine.

Dal Nordest alla Toscana: Camp Darby

Fuori dal Nordest, un altro nodo della presenza americana è Camp Darby, il complesso militare tra Pisa e Livorno.

Secondo l'U.S. Army, la sua missione principale è il supporto logistico agli schieramenti operativi: comprende lo stoccaggio delle riserve destinate a eventuali operazioni, la manutenzione di armi e veicoli e la loro movimentazione in caso di crisi.

Camp Darby ha inoltre un collegamento diretto con Aviano: il 31st Fighter Wing indica infatti il 731st Munitions Squadron, dislocato a Camp Darby, come propria unità geograficamente separata.

Napoli, il centro della Marina americana nel Mediterraneo

Un altro punto fondamentale è Napoli, dove la Naval Support Activity Naples sostiene oltre 55 comandi. Tra le strutture supportate figura anche il comando delle U.S. Naval Forces Europe-Africa e della U.S. Sixth Fleet.

È quindi uno dei principali centri di comando della presenza navale americana in Europa e nel Mediterraneo.

Se la revisione dovesse effettivamente coinvolgere anche la componente navale, Napoli rappresenterebbe inevitabilmente uno dei nodi italiani da seguire. Anche qui, tuttavia, non ci sono al momento indicazioni pubbliche di tagli o trasferimenti specifici.

Sigonella, l'hub americano nel Mediterraneo

In Sicilia c'è infine Naval Air Station Sigonella, definita dalla stessa U.S. Navy "The Hub of the Med".

La particolarità di Sigonella è la compresenza italiana e americana: la Marina statunitense la descrive ufficialmente come un'installazione della U.S. Navy all'interno di una base dell'Aeronautica Militare italiana.

La struttura ospita o supporta più di 39 comandi e attività statunitensi e, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, sostiene le operazioni della U.S. Sixth Fleet, di altre unità militari americane e delle forze alleate.

Cosa sappiamo del piano Usa

È questo il confine che separa, almeno per ora, i fatti dalle ipotesi. Il Pentagono ha avviato una revisione della propria presenza militare in Europa. Reuters riferisce che tra le possibilità esaminate c'è il ritiro di circa 25 mila militari dagli attuali circa 80 mila; altre ricostruzioni basate sulle indiscrezioni raccolte da NBC indicano che lo scenario massimo potrebbe arrivare a 40 mila uomini.

Le opzioni riguarderebbero forze terrestri, aeree e navali e potrebbero comprendere anche il riposizionamento di alcuni reparti verso il fianco orientale della Nato.

Non è stato però comunicato un piano definitivo e non esiste, al momento, un elenco ufficiale delle installazioni italiane coinvolte

Per Veneto e Friuli Venezia Giulia, dunque, parlare oggi di un ridimensionamento di Vicenza o Aviano sarebbe prematuro. Le due installazioni entrano nell'analisi perché ospitano due componenti importanti della presenza americana in Italia — l'U.S. Army nel Vicentino e l'U.S. Air Force ad Aviano — e perché il Pentagono sta riesaminando proprio la distribuzione complessiva delle proprie forze nel continente.

Solo quando Washington definirà quali reparti, assetti e Paesi entreranno nel piano sarà possibile capire se il ridimensionamento americano dell'Europa passerà anche dal Nordest italiano.

>> Home