L'università del Piemonte Orientale
ha revocato il bando di chiamata per un posto di professore
associato di Chirurgia generale, a seguito delle osservazioni
formulate dal sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani
Anaao Assomed insieme ad Acoi (Associazione chirurghi
ospedalieri italiani). Lo rende noto la stessa Anaao Assomed con
una nota, esprimendo "apprezzamento per la scelta dell'Ateneo,
che ha preferito la via dell'autotutela amministrativa a quella
della difesa d'ufficio".
L'associazione sindacale aveva segnalato che "la formulazione
del bando rischiava di generare confusione tra la procedura di
chiamata accademica e il conferimento dell'incarico
assistenziale: due piani distinti, disciplinati da norme
distinte, che non possono essere sovrapposti senza mettere a
rischio la trasparenza e la correttezza delle procedure".
"Il tema al centro della vicenda, e cioè la corretta distinzione
tra procedure di reclutamento universitario e attribuzione delle
funzioni assistenziali nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie,
non è una questione formale, ma sostanziale - sostiene il
sindacato -. Riguarda le garanzie di imparzialità, la certezza
delle regole e, in ultima analisi, la qualità della governance
clinica nei policlinici e nelle strutture convenzionate con le
Università".
Per Anaao Assomed, "l'integrazione tra università e Servizio
sanitario nazionale è una risorsa preziosa, ma funziona solo se
le competenze restano distinte e le procedure sono cristalline.
Quando questo non accade, a farne le spese sono i professionisti
e, di riflesso, i pazienti".
L'associazione sottolinea poi come "la decisione dell'Università
del Piemonte Orientale rappresenti un precedente positivo, che
si spera possa fare scuola presso altri Atenei e altre Aziende
sanitarie chiamate ad affrontare situazioni analoghe", poiché
"riesaminare un proprio atto quando ne è ravvisata
l'opportunità, senza attendere un contenzioso, non è un segno di
debolezza ma di maturità istituzionale".
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