Una sfida a cinque cerchi. La nuova bandiera di Elisa: “Volteggio fino a Doha per sognare Los Angeles»

2026/09/27

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Respiro profondo. Si parte. Da un angolo all’altro del mondo, come se fosse un esercizio a corpo libero, la specialità preferita da Elisa Agosti. Stacco forte e volo alto per arrivare a Doha, a raggiungere i sogni. Ha 19 anni, Elisa. Poco dopo aver scollinato la maggiore età ha incrociato l’ora delle scelte di vita. Ginnasta, italiana, bergamasca di Gorlago, nelle ultime stagioni romagnola di residenza per difendere i colori della Renato Serra, a Cesena. Finché Marc Chirilcenco, francese, guida tecnica del Qatar, non le ha prospettato un cambio radicale: lascia l’Italia, vieni a Doha. Sola andata e un percorso che ha come destinazione finale Los Angeles 2028. Con una nuova nazionale. Elisa ha deciso di accettare la sfida.

Come è maturata la scelta? "Mi ha aiutato tantissimo il mio storico tecnico, Massimo Gallina. Ha trovato lui tutti gli agganci giusti. Quando me l’ha detto ero curiosa e spaventata. Non è una proposta che senti spesso".

L’offerta: trasferirsi in Qatar ed entrare nella nazionale locale. "Arrivata a inizio anno da parte del mio attuale allenatore, Marc, che ho conosciuto perché ha portato delle ginnaste straniere a gareggiare nel campionato di Serie A, a Cesena. Abbiamo parlato, gli ho raccontato dei tanti infortuni accaduti nel mio percorso, dei tanti stop che ho affrontato".

Problemi che hanno reso complicata la scalata in azzurro. "Negli ultimi anni la squadra italiana ha fatto un salto enorme di livello, come dimostrano i risultati che abbiamo visto tutti nelle grandi manifestazioni. Anche per questo è arrivata la richiesta di far parte del loro progetto in Qatar. Così a maggio sono venuta a Doha per una settimana e mi sono trovata bene. Ora, da fine agosto, sono fissa qui ad allenarmi".

Reazioni in famiglia? "I miei genitori erano un po’ titubanti, ma era un’occasione da non sprecare. Chi mi vuole bene è felice per me, come lo sono io. Mamma e papà li sento tutti i giorni".

Come sono andate le prime settimane? "È tutto nuovo, completamente. Gli allenamenti sono molto intensi, circa sei ore al giorno dal sabato al giovedì. Qui la pausa si fa il venerdì, è un po’ la nostra domenica. C’è una cultura diversa. E poi la lingua. Parlo sempre inglese, qualche parola in francese e dato che ci sono atlete di altre nazionalità, tra cui anche una ragazza iberica, ho rispolverato anche lo spagnolo. Siamo una decina in gruppo, provenienti da Francia, Stati Uniti, Spagna, io dall’Italia".

Convinta della scelta, quindi. "Pur nelle difficoltà, assolutamente. Non potrei essere più felice. Sto bene e mi piace il modo di allenarci. L’ambiente è bellissimo e mi sprona sempre a migliorare".

Una carriera ancora giovane, ma piena di cambiamenti. "Faccio ginnastica da 14 anni. Ho iniziato a 5, già a 7 ero nel gruppo agonistico a Bergamo".

Bergamo e Brescia, un territorio di ginnaste. "A Brescia c’è l’accademia nazionale, dove è cresciuta anche Vanessa Ferrari e che poi ha aperto le porte a numerose atlete rivelatesi delle campionesse".

La piccola Elisa, invece, andò fuori dalla Lombardia. "Mi sono spostata in altre società, a Salerno per tre anni ma sempre vivendo a Bergamo. Dal 2021 al 2026 ho cambiato squadra insieme all’allenatore e alle mie amiche e ci siamo trasferite tutte a Cesena".

Vivere fin da piccole fuori casa ha aiutato a fare quest’ultimo passo? "Quello sì, ma in ogni caso il weekend tornavamo a casa. Non eravamo fisse a Cesena. Nel frattempo ho seguito un percorso scolastico online e mi sono diplomata quest’anno. È stato anche quello un bel passo: sei ore al giorno di allenamenti e poi la scuola alla sera in DAD. Gli allenamenti sono duri, non è una passeggiata. Ma la ginnastica insegna disciplina e costanza".

Qual è l’obiettivo adesso? "Il progetto prevede di arrivare a Los Angeles 2028 con il Qatar. Ci sono delle tappe intermedie, delle prove di Coppa del mondo, ma adesso più che altro ci sono dei traguardi a breve termine, il più impotante è stare bene fisicamente".

Quanti infortuni... "Nel 2018 mi sono rotta il calcagno del piede sinistro, quattro anni dopo ho fatto un’altra operazione alla fascia plantare dello stesso piede e nel 2023 ho rotto il tendine d’Achille".

Los Angeles è un pensiero presente? "Penso più all’oggi, a impegnarmi al massimo, alle cose nuove. Voglio fare un passo alla volta. Sicuramente la prospettiva dei Giochi ha influito nella mia scelta".

Farà effetto ritrovare le azzurre da avversarie, nelle prossime gare? "Sicuramente, ma non vedo l’ora di parteciparvi. Avere una possibilità mi rende grata".

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