“Una donna forte. E’ entrata nelle case di migliaia di persone”

2026/08/19

Categories: world-news

Il ricordo del figlio Toni Tanfani: "Schiva e schietta.. All’inizio le clienti rimanevano di stucco. Era vera".

Adalgisa Favi, per tutti Gisa, insieme al figlio Toni Tanfani

Adalgisa Favi, per tutti Gisa, insieme al figlio Toni Tanfani

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La determinazione è stata la sua vera forza: una donna forte, decisa, che credeva con tutta se stessa in ciò che in un’epoca, gli anni Sessanta, non certo semplice per l’emancipazione e l’imprenditoria femminile. Mia madre è entrata nelle case di tantissime persone nei loro momenti più speciali, diventando un punto di riferimento per generazioni. Ha creato una grande storia facendo tutto da sola; io ho solo continuato il suo cammino". A parlare è Toni Tanfani, unico figlio di Gisa.

Tanfani, cosa rendeva il suo stile e la sua presenza in boutique così unici?

"Lei era una donna di una sincerità disarmante, schiva ma allo stesso tempo immensamente accogliente. Aveva una schiettezza proverbiale: se un vestito non era adatto, lo diceva senza filtri. Poteva esclamare: ‘Ma no, così vestita a quel matrimonio non ci si va!’. All’inizio le clienti rimanevano di stucco, ma poi tornavano proprio perché capivano che la sua franchezza era sinonimo di competenza e verità. Aiutava chiunque, dai livelli sociali più disparati ai ragazzi più inesperti, plasmando l’abito sulle sfaccettature dell’anima di chi lo avrebbe indossato".

C’è un ricordo recente che testimonia questa continuità generazionale?

"Un paio di mesi fa è entrata in boutique una giovane per il suo abito da sposa. Non vedendo mia madre mi ha confidato: ‘Qui veniva mia nonna, poi mia mamma, e ora tocca a me’. Anche senza aver conosciuto direttamente Gisa, ha voluto seguire una tradizione di famiglia. Lì ho capito davvero quanta traccia abbia lasciato nel cuore delle persone".

Gisa era anche visceralmente legata alla sua Chiaravalle. E’ così?

"Moltissimo. Chiaravalle è la città delle donne forti: basti pensare a Maria Montessori o alle storiche sigaraie della manifattura. Mia madre è riuscita a emergere e a portare un piccolo centro alla ribalta nazionale e internazionale. In più, era di una generosità straordinaria con i suoi collaboratori – oggi tra Ancona e Chiaravalle siamo trenta persone – anche se non amava dirlo. In negozio aveva fissato un principio inderogabile: ‘In un posto pubblico non si parla mai di nessuno’".

Che mamma è stata Gisa?

"Era sempre impegnatissima e inevitabilmente poco presente a casa, ma a me ha dedicato ogni attenzione e tutto l’amore possibile. Da lei ho ereditato l’onestà, il rispetto, la ricchezza morale. Tante persone mi parlavano del suo progetto e capivo che mia madre era un vero faro, un esempio di vita per tutti. Una grande imprenditrice, una donna e per me una mamma speciale".

Sara Ferreri

© Riproduzione riservata

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