Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi

2026/10/09

Categories: lifestyle

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Sale lungo il fianco della rocca di Monselice, in provincia di Padova, seguendo la pendenza del terreno e la sequenza monumentale di via del Santuario. È una casa dalla conformazione insolita, cresciuta nel tempo per aggiunte successive tra il castello Cini e il santuario delle Sette Chiese. All’esterno conserva l’aspetto irregolare dell’architettura spontanea tipica dei centri storici e dei borghi italiani. All’interno, scale, dislivelli e arredi su misura costruiscono una successione continua di ambienti grazie al progetto dello studio Parisotto + Formenton & Partners che ha reinterpretato e reinventato gli spazi componendo una residenza nata da successive aggiunte e divisa in due volumi distinti.

Prima della ristrutturazione, l’edificio era rimasto abbandonato per anni. Stanze piccole, corridoi e finestre di dimensioni ridotte componevano una distribuzione frammentata e difficile da utilizzare. A rendere ancora più complesso l’insieme contribuiva la presenza di due costruzioni separate: il corpo principale, con l’ingresso su strada e gli spazi disposti su più piani, e una vecchia limonaia collocata più in alto, sul lato opposto del giardino.
Chiamato a trasformarlo nella casa di una famiglia, lo studio ha individuato nel percorso interno il principio dell’intervento. La normativa locale impediva di modificare le aperture dei prospetti: l’involucro è stato quindi restaurato conservandone la conformazione, mentre la distribuzione è stata ripensata eliminando le suddivisioni incongrue e collegando le differenti quote. «Il corpo principale, che si sviluppa in verticale, sembra quasi un’opera di Escher», ci racconta Aldo Parisotto.

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Dall’ingresso, situato al livello della strada accanto al garage, la casa procede verso l’alto. La scala in rovere chiaro segue il pendio e diventa una presenza costante, affiancata da librerie, contenitori e parapetti realizzati su disegno. La zona giorno occupa una serie di piani sfalsati: cucina, pranzo, salotto per la conversazione, area tv e studio sono in comunicazione visiva, ma ciascuna funzione trova una posizione precisa grazie a pochi gradini e ai mobili che accompagnano i cambi di quota.

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Il legno contribuisce a unificare questa sequenza. Riveste i pavimenti, la scala e buona parte degli elementi su misura, portando una tonalità chiara e calda negli ambienti dalle pareti neutre. La cucina introduce invece una superficie dall’aspetto metallico, ripresa dalle sottili cornici dei serramenti. Opere d’arte e sculture sono collocate nei punti in cui la prospettiva cambia, come presenze che segnano le pause lungo la salita. Nella zona pranzo, il tavolo e le sedute di Angelo Mangiarotti dialogano con il disegno essenziale degli interni.

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Il percorso culmina nella galleria di acciaio e vetro realizzata tra le due costruzioni. Disegnata come un cannocchiale rivolto verso il verde, la struttura di Mingardo rende finalmente accessibile l’ex limonaia senza uscire all’aperto. Il cambio di materiale ne sottolinea l’autonomia: al rovere subentra il marmo croato Veselje, scelto per il pavimento e i gradini. Attraverso le pareti trasparenti, lo sguardo si apre sul giardino terrazzato raccolto tra le due ali dell’abitazione. Di sera, la galleria illuminata assume l’aspetto di una lanterna affacciata sugli alberi.

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Nell’ex limonaia è stata ricavata l’intera zona notte. Qui le volte preesistenti caratterizzano anche il bagno padronale, concepito come una piccola spa privata. Un doppio lavabo in pietra occupa il centro della stanza, sostenuto da un mobile a cavalletto in rovere scuro; il travertino romano riveste le superfici e crea un contrasto misurato con il legno.

Una casa antica e verticale trasformata in una sequenza continua di spazi
Foto Alberto Strada

Il progetto quindi non cancella la formazione irregolare dell’edificio, ma la trasforma nel suo elemento distintivo: quella che appariva come una somma casuale di stanze e costruzioni diventa una casa scandita dal movimento, nella quale ogni cambio di livello apre una visuale inattesa sullo spazio successivo o sul giardino.

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