La patologia, l'umanizzazione della
cura e il ritorno alla vita raccontate in prima persona. Giorgia
Salvioni, 34 anni originaria di Apiro (Macerata), ma da qualche
tempo residente a Cupramontana (Ancona) assieme a Juneau, il
cane Alaskan Malamute, ha pubblicato di recente 'Cronache dal
lobo sinistro - e dai suoi animali' (Ventura Edizioni) -
presentato anche al Salone del Libro di Torino - dedicato al suo
percorso clinico e il rapporto condiviso con l'equipe della
Divisione di Neurochirurgia dell'Azienda Ospedaliero
Universitaria delle Marche, diretta dal dottor Roberto Trignani.
Dallo sgomento del presente, una volta appresa la
pericolosità della patologia oncologica alla testa, a un netto
cambio di paradigma e il ritorno alla vita vissuta in maniera
più forte, consapevole dell'autrice del volume, seguita tra la
fine del 2021, quando è stato notato un rigonfiamento della
lesione, al settembre 2022 quando è stata sottoposta
all'intervento neurochirurgico in 'Awake', da sveglia.
Nei giorni scorsi Giorgia ha incontrato l'equipe medica nella
stanza al quinto piano dell'ospedale di Torrette, dove si trova
il reparto di Neurochirurgia. Un'occasione per ripercorrere le
fasi di un pezzo di vita condiviso intimamente: "loro sono stati
cura, nei gesti, nei sorrisi. Sono stata vista e ascoltata, da
subito, come una persona e non come una paziente", sottolinea la
34enne che non dimentica i momenti duri della scoperta della
malattia, i pianti, le lettere scritte al tumore, le domande
sull'intervento, ma neanche le speranze, il ritorno alla vita
con le passioni per i viaggi e la Formula 1.
Giorgia Salvioni è stata all'interno del paddock durante il
recente Gran Premio d'Austria e adesso, questione di giorni, si
appresta a un viaggio in Scozia, "assieme alla mia amica
speciale che ho conosciuto proprio dentro questo reparto". Il
tutto, seguendo da quasi quattro anni ormai, con estrema
regolarità, i controlli periodici e le terapie per tenere a bada
una eventuale ricomparsa della patologia: "La malattia - ha
ribadito - mi ha liberato e adesso ho capito che il tempo è
prezioso e soprattutto non illimitato. Lo ripeto: grazie alla
vita".
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