Roma – Rossana ha 100 anni ed è ancora bellissima. Non teme il trascorrere del tempo, non insegue le mode, ed è ormai un'icona italiana nota nel mondo. Ancora oggi incanta col suo inconfondibile fruscio, una suono antico e dolcissimo.
L'idea di un'imprenditrice illuminata
Nata nel 1926 negli stabilimenti della Perugina, la caramella Rossana festeggia il suo primo secolo di vita confermandosi uno dei simboli più longevi dell'industria dolciaria italiana. Ideata da Luisa Spagnoli, l'inconfondibile caramella dal vestito rosso rubino deve il suo nome a Roxane, la dama amata da Cyrano de Bergerac. Un omaggio al romanticismo che si è tradotto in una ricetta rivoluzionaria per l'epoca: un guscio duro e cristallino che racchiude un cuore morbido e cremoso, arricchito con nocciole e mandorle finemente lavorate. Nata come prodotto di punta della tradizione umbra, la Rossana ha vissuto un passaggio fondamentale nel 2016, quando il marchio è stato acquisito dall'azienda astigiana Fida, che ne ha trasferito la produzione nello stabilimento di Castagnole delle Lanze, in Piemonte. Questa operazione ha salvaguardato la ricetta originale e rilanciato il brand sul mercato nazionale e internazionale.
Numeri, canali di vendita e impatto economico
Oggi la Rossana rappresenta il vero e proprio motore trainante del Gruppo Fida. L'azienda dolciaria piemontese ha chiuso i bilanci più recenti toccando la quota di circa 32 milioni di euro di fatturato globale, spinta in larga misura proprio dalle vendite delle sue caramelle dure, tra cui spicca la Rossana come prodotto di punta. Il formato più venduto in assoluto è la classica busta da 175 grammi ‘Rossana l'Originale’, presente capillarmente nella grande distribuzione organizzata (supermercati, ipermercati e discount), nei bar di quartiere, nelle stazioni di servizio e nelle piattaforme di e-commerce. Nel segmento delle ‘caramelle familiari’ in Italia, la Rossana occupa stabilmente le primissime posizioni del ranking di vendita. Ogni anno vengono prodotti e distribuiti centinaia di milioni di singoli pezzi, destinati non solo al mercato interno ma anche all'export, con una presenza crescente in Europa e nel continente americano. Nonostante le fluttuazioni dei costi delle materie prime — in particolare per quanto riguarda la frutta a guscio, il latte e lo zucchero — la strategia aziendale ha puntato su un forte contenimento dei prezzi al consumo, permettendo al marchio di mantenere alti i volumi di vendita anche in periodi di pressione inflazionistica.
L'evoluzione dei competitor e il cambio dei gusti
Il mercato della confetteria ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni. Se per oltre mezzo secolo la caramella dura ha dominato incontrastata i consumi italiani, oggi il quadro dei competitor appare estremamente variegato. I principali attori del settore spaziano dai colossi delle caramelle gommose e gelatine, come Haribo, ai grandi player storici della confetteria dura e balsamica come Sperlari, Perfetti Van Melle (con marchi come Mentos e Alpenliebe) e Ricola. I consumatori più giovani, in particolare le generazioni Z e Alpha, la conoscono meno e di solito prediligono consistenze morbide da masticare subito e profili aromatici decisi, spesso caratterizzati da note sgradevolmente stuzzicanti come l'acido ("sour"), contrasti dolce-salato o aromi fruttati ed esotici. La caramella dura, che richiede tempi di scioglimento più lenti e una fruizione quasi ‘meditativa’, viene spesso vista dai più giovani come un prodotto legato al passato o alla memoria dei nonni.
Strategie di rilancio, innovazione e tendenza Kidult
Per contrastare il rischio di obsolescenza e attrarre fasce di pubblico diverse, il brand ha intrapreso una strada riposizionamento strategico. Senza rinunciare alla versione classica alla nocciola, la gamma Rossana è stata ampliata con il lancio di nuove varianti di gusto al passo con i trend di consumo: dal Cioccolato Gianduia al Pistacchio, fino alle più recenti versioni al Cocco. Inoltre, l'azienda ha trasferito l'inconfondibile aroma del ripieno cremoso in formati alternativi, come la crema spalmabile in vaso, aprendo il marchio al momento della colazione e della merenda. Parallelamente, la Rossana sta vivendo una riscoperta estetica grazie al fenomeno della ‘kidult nostalgia’. Per le nuove generazioni, l'inconfondibile incarto rosso semitrasparente è diventato un'icona pop e un simbolo vintage da esibire sui social media. Questa combinazione tra innovazione di prodotto, presenza capillare sui banchi della grande distribuzione e valorizzazione del patrimonio storico permette alla celebre caramella di restare nell'immaginario collettivo e nei carrelli della spesa come un prodotto che si acquista sia per il gusto che quasi per tradizione. C'è anche chi la compra perché gli ricorda la nonna, l'infanzia, o semplicemente perché vuole riassaporare gusti dimenticati. In ogni caso, nell'industria alimentare sempre alla ricerca di novità, per sorprendere i consumatori e conquistare nuove fasce di mercato, “la rossa” resta lì, senza bisogno di particolari innovazioni grafiche o di pubblicità aggressive, come un simbolo di resilienza industriale, un'intuizione geniale che nel tempo non ha perso un grammo del suo fascino.
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