Una nuotata in un mare apparentemente pulito, un po' d'acqua schizzata sul viso e poi l'incubo: un mese di ricovero in ospedale, 16 chili persi e un parassita intestinale devastante che continua a tormentarla a distanza di tempo. È la drammatica vicenda vissuta dalla trentacinquenne Katherine Hopkins, finita nel mirino del Cryptosporidium – un microscopico agente patogeno presente nelle acque contaminate da scarichi fognari – dopo una serie di bagni estivi, come ha raccontato la donna al The Mirror.
Un tuffo innocuo e il contagio invisibile
La donna, un'ex tatuatrice di 35 anni, si era concessa qualche giornata di relax in spiaggia tra la fine di maggio e l'inizio dell'estate. Nulla lasciava presagire un pericolo simile: «Andavo in mare per la maggior parte della giornata, mi piaceva moltissimo. L'acqua non sembrava sporca, anche se il mare di Brighton appare sempre un po' torbido». E aggiunge: «Non c'erano cartelli con divieti e in acqua con me c'erano persino dei bambini». Mentre era in acqua per diverse ore, la donna si è bagnata la faccia e così le «è finita dell'acqua in un occhio».
Dai primi crampi all'incubo in ospedale
La situazione è precipitata a circa dieci giorni dai bagni in mare. I primi sintomi si sono presentati sotto forma di crampi addominali agonizzanti, seguiti da una dissenteria così violenta da costringerla ad andare in bagno fino a 30 volte in un solo giorno. La corsa d'urgenza in ospedale e i successivi esami clinici hanno diagnosticato la criptosporidiosi, l'infezione provocata dal Cryptosporidium.
Il ricovero si è trasformato in un calvario lungo un mese intero, durante il quale la donna ha dovuto alimentarsi esclusivamente con una dieta liquida, arrivando a perdere due pietre e mezzo, pari a circa 16 chili.Nonostante le dimissioni dal reparto, la donna continua a soffrire per i postumi dell'infezione a distanza di tempo. La sua testimonianza vuole essere un monito per i tantissimi visitatori che affollano le spiagge: i parassiti e le tossine derivate dagli scarichi in mare non sono sempre visibili a occhio nudo e possono trasformare una semplice giornata di vacanza in una seria minaccia per la salute.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 agosto 2026, 12:43
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