Di sicuro «un segnale importante», purché si arrivi a decisioni condivise ed evitando che il Tavolo generale sia eccessivamente ampio. Potrebbe essere sintetizzata così la posizione di Confcommercio a proposito di «Umbria 2030», il nuovo patto sulla concertazione proposto nei giorni scorsi dalla Regione a tutto il mondo economico-sociale umbro. Dopo Cna e Confindustria è dunque anche l’associazione guidata da Giorgio Mencaroni a spiegare a Umbria24 qual è il giudizio sul documento proposito da Palazzo Donini.
COS’È E COSA PREVEDE IL PATTO «UMBRIA 2030»
Partecipazione Confcommercio accoglie dunque con favore l’avvio del percorso promosso dalla Regione, definendo «un segnale importante» la scelta di costruire un modello stabile di concertazione tra istituzioni e rappresentanze economiche e sociali. Per l’associazione, infatti, «la partecipazione è uno degli elementi fondamentali di una democrazia matura e costituisce uno strumento essenziale per costruire politiche pubbliche più efficaci e maggiormente aderenti ai bisogni del territorio».
Ascolto reale L’associazione ricorda di aver sempre sostenuto la necessità che il confronto con le istituzioni sia concreto e non soltanto formale. In quest’ottica, ritiene che «la definizione di un’architettura stabile della concertazione rappresenta un passo in avanti», pur evidenziando che il valore del nuovo modello dipenderà dalla sua applicazione. L’efficacia del percorso, infatti, sarà legata alla capacità di «garantire un ascolto reale dei soggetti coinvolti» e di trasformare il confronto in «un’effettiva costruzione condivisa delle politiche e degli interventi per lo sviluppo regionale».
I tavoli Sui tavoli tematici il giudizio è positivo. Confcommercio guarda «con interesse all’intero impianto proposto», sottolineando come la rappresentanza del terziario coinvolga trasversalmente commercio, turismo, servizi e professioni, settori che dialogano quotidianamente con tutti gli altri comparti produttivi. Anche realtà apparentemente più distanti, come l’agricoltura, hanno ricadute dirette sulla competitività di molte imprese associate. Una riflessione riguarda invece il Tavolo generale del Patto. Confcommercio condivide l’obiettivo di assicurare la massima rappresentanza, ma avverte che «sarà importante evitare che una composizione eccessivamente ampia finisca per compromettere l’efficacia operativa del confronto». Il principio da perseguire, secondo l’associazione, è quello di una partecipazione che sappia «coniugare inclusione e capacità decisionale».
Partenariati Tra gli aspetti più apprezzati del progetto c’è anche la possibilità che i tavoli tematici possano essere attivati a partire dalle proposte avanzate dai soggetti del partenariato. Si tratta, per Confcommercio, di «un’impostazione che, se attuata con coerenza, può rendere la concertazione uno strumento realmente vicino ai territori e alle loro esigenze». L’auspicio finale è che il Patto possa trasformarsi in «un metodo di lavoro stabile, capace di valorizzare il contributo delle rappresentanze» e di costruire, «attraverso un confronto autentico, politiche condivise per lo sviluppo della regione».
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