Ucraina, battaglia cruciale nel mar Nero: l’esercito di Kiev affonda sette navi russe

2026/07/20

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L’intensificarsi della guerra sul mare corrisponde al crescente stallo nei combattimenti di terra. Nella capitale ucraina, intanto, sono continuate le proteste contro la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov

Kiev – «Crimea Stop». Così il comandante delle forze senza pilota ucraine, Robert "Magyar" Brovdi, ha iniziato il messaggio sui social con cui ha comunicato l’affondamento di altre sette navi russe nel mar d’Azov, lo specchio d’acqua nella parte settentrionale del mar Nero che divide la penisola occupata dalla Russia.

Nel messaggio, accompagnato dall’immancabile montaggio dei video ripresi dai droni in azione, Brovdi precisa che due imbarcazioni erano petroliere. Colpite anche «due “bacche infernali”», un gioco di parole con cui Brovdi si riferisce a due magazzini del negozio online russo Wildberries, colpite nelle prime ore di lunedì 20 luglio vicino Mosca, in un attacco a cui hanno partecipato oltre 400 droni ucraini, ha detto il sindaco della capitale russa.

Ma quella tra lunedì e domenica è stata una notte di attacchi anche in Ucraina. Il più grave nel porto di Odessa, dove un missile russo ha colpito una nave cargo di proprietà turca, uccidendo dieci persone dell’equipaggio. Si tratta del più grave attacco contro imbarcazioni mercantili in un porto ucraino dall’inizio della guerra.

Mosca ha intensificato i suoi attacchi contro i porti ucraini, con l’obiettivo di bloccare le capacità di esportazioni ucraine proprio nel momento chiave del raccolto estivo.

Il porto gemello di Odessa, Chornomorsk, ha già dovuto dichiarare la sospensione del traffico a causa dei danni inflitti nel mese di luglio, mentre secondo gli esperti, Kiev rischia di perdere fino a un terzo della sua capacità di esportazioni via mare a causa dei bombardamenti russi.

L’intensificarsi della guerra sul mar Nero corrisponde al crescente stallo nei combattimenti di terra, con i leader politici e i generali che, sui due lati del fronte, scommettono sempre più sui bombardamenti strategici e la guerra economica per costringere l’avversario a trattare.

Nella capitale ucraina, intanto, sono continuate le proteste contro la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, cacciato dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante il rimpasto di governo lanciato la scorsa settimana.

Le manifestazioni sono arrivate al quinto giorno consecutivo e lunedì Dmytro Koziatynskyi, un militare divenuto uno dei simboli delle proteste di questi giorni, ha lanciato sui social un ultimatum al governo: nominare nuovamente Fedorov al ministero della Difesa e rimuovere il suo rivale, il capo delle forze armate, Oleksandr Syrsky, entro il 24 luglio, o affrontare una protesta permanente e generale.

La minaccia è però arrivata in un momento in cui il presidente Zelensky sembra già pronto ad accontentare almeno parte delle richieste dei manifestanti. Negli ultimi giorni, Zelensky ha pubblicizzato una serie di incontri che ha tenuto a Kiev con diversi alti ufficiali, mentre fonti vicine all’ufficio presidenziale assicurano che la decisione di silurare Syrsky è stata ormai presa e che la comunicazione ufficiale potrebbe arrivare già questa settimana.

Tra i candidati papabili ci sono ufficiali molto apprezzati dal pubblico, come Mykhailo Drapatyi, e figure che in caso di nomina non mancheranno di suscitare commenti, soprattutto in Europa, come Andrii Biletsky, comandante del III corpo d’assalto e, prima della guerra, il principale leader dell’estrema destra ucraina.

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Davide Maria De Luca

Davide Maria De Luca

Davide Maria De Luca

Giornalista politico ed economico, ha lavorato per otto anni al Post, con la Rai e con il sito di factchecking Pagella Politica.

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