L’Idf rivendica di aver eliminato il miliziano di Hamas che sequestrò la giovane israeliana al festival Supernova. L'urlo sulla motocicletta, le braccia tese verso il fidanzato: nessuno ha dimenticato quelle immagini

Noa Argamani portata via in motocicletta

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Roma, 27 settembre 2026 – L’immagine di Noa disperata sulla motocicletta dei terroristi è uno degli emblemi degli attacchi del 7 ottobre 2023. A distanza di due anni dalla strage perpetrata da Hamas, l’esercito Israeliano fa sapere di aver ucciso il miliziano che rapì la ragazza, allora 25enne, e con lei il suo fidanzato, al festival musicale Supernova a Re'im. L’uomo si chiamava Saher Nidal Latfi Sakr, fanno sapere le forze armate di Tel Aviv, ed era “un militante affiliato a organizzazioni jihadiste operanti nella Striscia di Gaza”. C’era Sakr, dicono gli israeliani, in sella alla moto che trascinò via Noa Argamani, mentre lei gridava “non uccidetemi”, tendendo le braccia verso il compagno Avinatan Or, da cui era stata strappata. Una scena immortalata in un video che fece subito il giro del mondo e che ancora oggi resta scolpita nella memoria collettiva mondiale.
Alla fine Noa non fu uccisa. Restò prigioniera dei miliziani a Gaza per 246 giorni, fino all’8 giugno del 2024. Ce la fece a riabbracciare la madre, prima che lei morisse per un tumore. Per riunirsi ad Avinatan invece aspettò ancora: il giovane fu liberato il 13 ottobre del 2025, dopo aver vissuto ben 738 giorni da ostaggio.

Sakr era sopravvissuto alla violenta rappresaglia israeliana a Gaza. Negli ultimi tempi stava preparando attacchi contro soldati e civili israeliani, fanno sapere le Idf, in collaborazione con militanti delle ali armate di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese. "È stato eliminato per rimuovere la minaccia che rappresentava", ha dichiarato l'esercito in un post su X.
Le Forze Armate di Netanyahu oggi rivendicano anche l’uccisione, nella Striscia, di Muhammad Hamad Muhammad Gabain, comandante dell'ala militare di Hamas che sarebbe stato coinvolto nella prigionia di altri ostaggi: Ziv Berman, Gali Berman, Eitan Mor, Liri Albag, Agam Berger, Matan Angrest, Omri Miran, Keith Siegel e Alon Ohel. “Recentemente aveva intensificato gli attacchi contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani e operava per ripristinare le capacità dell'organizzazione terroristica, in sistematica violazione del cessate il fuoco”.
Non è sazia la sete di vendetta in Israele, cavalcata da politici come il ministro delle Finanze israeliano, leader del partito Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich, che chiede di fatto l’annessione della Cisgiordania. Tel Aviv dovrebbe “andare in guerra in Giudea e Samaria”e "fare lì quello che abbiamo fatto a Gaza", dichiara oggi Smotrich, ribadendo la richiesta di "smantellare l'Autorità Palestinese", definita “un'autorità terroristica”. In un'intervista a Ynet, il ministro ha ammonito su "una minaccia alla sicurezza" qualora il blocco di destra non dovesse vincere le prossime elezioni, pur riconoscendo che l'attacco del 7 ottobre, “il disastro più grave, è avvenuto sotto la nostra responsabilità”.
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