Ucciso a coltellate, l’addio: “Morte che lascia sgomenti. Restano tanti interrogativi. Preghiamo per la verità”

2026/07/28

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Parenti, amici e residenti si sono raccolti nella chiesa di Santa Teresa. L’omelia di don Violi: "La fragilità non è più grande della misericordia". Fiori e un biglietto per la vittima: "Dino vivrà per sempre in ognuno di noi".

Parenti, amici e residenti si sono raccolti nella chiesa di Santa Teresa. L’omelia di don Violi: "La fragilità non è più grande della misericordia". Fiori e un biglietto per la vittima: "Dino vivrà per sempre in ognuno di noi".

Un ultimo saluto a Rolando D’Ulizia - per tutti Dino -, nel quartiere dove viveva con la madre e il fratello. Circa sessanta persone si sono riunite ieri mattina nella chiesa di Santa Teresa, in via Milano, per il funerale del 44enne ucciso a coltellate il 17 luglio dalla compagna Giorgia De Martino, che al momento si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Una cerimonia intima e raccolta, a cui hanno partecipato familiari, amici, colleghi della vittima e alcuni residenti della zona, che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia a poco più di una settimana dalla tragedia.

La madre e il fratello di Dino sono stati circondati dall’affetto e dalla vicinanza di parenti, conoscenti e di chi abitava nel quartiere, profondamente segnati dal dolore.

Gli abbracci, le lacrime e il silenzio di chi ha voluto dare l’ultimo saluto a D’Ulizia hanno accompagnato l’intera cerimonia.

Sulla bara era stato deposto un grande mazzo di fiori gialli e bianchi con la scritta ‘Dino’, il nome con cui tutti lo conoscevano, uno degli ultimi omaggi rivolti alla vittima.

"Quarantaquattro anni sono troppo pochi per morire", ha detto don Giacomo Violi, che ha officiato la cerimonia.

Una morte tanto prematura quanto violenta, che ha lasciato dietro di sé dolore e molti interrogativi. Proprio su questi interrogativi il sacerdote ha invitato i presenti a non lasciarsi abbandonare al giudizio, ma ad affidare Dino alla misericordia di Dio.

"Una morte che ci lascia sgomenti e che porta con sé tante domande".

Richiamando le parole di San Paolo, il sacerdote ha ricordato come "nulla potrà separarci dall’amore di Dio" sottolineando che "la sofferenza, la violenza e la morte esistono, ma nemmeno la morte potrà separarci dalla misericordia".

Una storia personale attraversata da profonde fragilità, che secondo quanto emerso avrebbe caratterizzato anche gli ultimi tempi della sua vita: "Non neghiamo che Dino abbia avuto le sue fragilità – ha ricordato il sacerdote – ma la fragilità non è più grande della misericordia".

In conclusione, don Giacomo ha rivolto un pensiero agli ultimi istanti di vita del 44enne: "Non sappiamo cosa abbia pensato Dino negli ultimi istanti della sua vita" ha detto, con l’invito ai presenti a pregare "affinché vinca la verità".

Al termine della funzione, in molti si sono fermati per salutare la madre e il fratello della vittima e condividere un ultimo momento di raccoglimento.

Davanti all’ingresso della chiesa era stato inoltre lasciato un cartello in ricordo di Dino, "Dino vivrà sempre in ognuno di noi. Buon viaggio", ulteriore testimonianza dell’affetto nei confronti del 44enne.

Martina Ghedini

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