Ha ucciso la madre di 70 anni e l’ha fatta a pezzi. Poi, dopo aver passato due giorni accanto al cadavere, l’ha smembrato ed è tornata nel suo appartamento del Cairo, in Egitto, dove è stata arrestata, dopo che i vicini hanno denunciato il terribile odore che usciva dall’appartamento riferendo anche di frequenti litigi tra le due donne. Questo il delitto che sta sconvolgendo il Paese africano e che però racconta anche una storia di disagio psichico, di cui l’omicida sarebbe affetta. Ora, un collegio di avvocati si prepara a difenderla, mentre sui social c’è chi già invoca una condanna a morte.
A colpire l’opinione pubblica è il fatto che Sally El-Gabbas sia una professionista stimata negli ambienti legali egiziani, nonché attivista per i diritti delle donne e ambasciatrice del volontariato. Tuttavia, la donna soffriva da qualche tempo di una grave forma di depressione dopo la morte improvvisa dell’ultimo dei suoi figli, a suo dire per negligenze mediche. Quando la polizia ha suonato alla porta del suo appartamento nel quartiere signorile di Sheikh Zayed sembrava non ricordarsi di nulla mentre poi alla stazione di polizia, secondo le cronache, avrebbe raccontato di avere strangolato la madre il 17 luglio durante una lite e di essersi poi addormentata accanto al cadavere. Una volta sveglia, l’ha fatta a pezzi, nell’arco di due giorni, con un coltello, e ha riposto la testa nel frigorifero.
La segnalazione dei vicini, allertati dal forte odore, è giunta il 20 luglio alla stazione di Montazah della polizia di Alessandria che, una volta ricostruito l’accaduto dalle testimonianze, è andata a prenderla nella sua abitazione del Cairo. Le due donne non andavano d’accordo, specialmente dopo il divorzio di Sally che si era vista sottrarre i due figli più grandi dall’ex marito. Si era poi risposata e aveva avuto un altro figlio, la cui morte prematura l’aveva gettata in un abisso di disperazione. Saranno ora le autorità giudiziarie e gli psichiatri a decidere delle sorti della donna, che sarà nel frattempo rinchiusa in un ospedale psichiatrico giudiziario.
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